Denominazione: R.N.O. Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande.
Regime di protezione: Riserva Naturale Orientata e Zona Speciale di Conservazione (ex SIC, Sito di Interesse Comunitario ITA090009 con la denominazione “Valle del Fiume Anapo, Cavagrande del Calcinara, Cugni di Sortino”. Sito UNESCO. Vincolo Paesaggistico e Archeologico.
Comuni interessati: Ferla, Sortino, Cassaro, Buscemi, Palazzolo Acreide.
Estensione: 3712 ha (Zona A 1744 ha; Zona B 1969 ha).
Descrizione: Pantalica, situata tra i comuni di Sortino, Ferla, Cassaro, Buscemi e Palazzolo Acreide, è una delle aree più affascinanti della Sicilia sud-orientale, dove la natura e la storia si incontrano in un paesaggio di straordinaria bellezza. L’area è protetta come Riserva Naturale Orientata “Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande”, istituita con Decreto dell’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente n. 482/44 del 25 luglio 1997, e designata come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) nell’ambito della rete Natura 2000. Dal 2005, Pantalica è anche parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il valore eccezionale delle sue necropoli rupestri.
Il paesaggio di Pantalica è caratterizzato da un altopiano calcareo inciso profondamente dai fiumi Anapo e Calcinara, che hanno creato gole spettacolari e pareti rocciose a strapiombo. Questa morfologia ha dato origine a un ambiente di grande suggestione, con una varietà di microambienti che favoriscono una biodiversità eccezionale.
La flora di Pantalica è estremamente ricca e diversificata, con oltre 500 specie censite.
Lungo le rive dei fiumi si sviluppano boschi ripariali con Platani orientali (Platanus orientalis), Pioppi (Populus spp.) e Salici (Salix spp.). Sulle pendici e nei pianori si sviluppano estesi lembi di macchia mediterranea con specie tipiche come il Lentisco (Pistacia lentiscus), il Mirto (Myrtus communis) e il Terebinto (Pistacia terebinthus). Numerose sono anche le specie endemiche e rare, tra cui vanno ricordate l’Issopo a foglie piccole (Micromeria microphylla), la Bocca di leone siciliana (Antirrhinum siculum) e l’Urtica rupestre (Urtica rupestris).
La fauna di Pantalica è altrettanto significativa. Tra i mammiferi, si segnalano presenze
importanti come la Martora (Martes martes), l’Istrice (Hystrix cristata) e la Lepre italica
(Lepus corsicanus). Sulle pareti più inaccessibili nidificano predatori apicali come il Falco pellegrino (Falco peregrinus), l’Allocco (Strix aluco) e la Poiana (Buteo buteo) mentre nelle aree boscate del fondovalle è facile imbattersi in specie interessanti quali il Rampichino (Certhia brachydactyla) e il Fiorrancino (Regulus ignicapilla). Inoltre, tra i cespugli dei versanti meno acclivi può essere ancora ascoltato il canto mattutino di uno degli endemismi più affascinanti dell’avifauna isolana: la Coturnice siciliana (Alectoris graeca whitakeri). Le acque limpide e ossigenate del fiume Anapo ospitano sparute popolazioni della rara Trota macrostigma (Salmo cettii), endemica della Sicilia, e del Granchio di fiume (Potamon fluviatile), bioindicatore di ambienti ben conservati; tra gli anfibi si segnalano il Rospo comune (Bufo bufo) e la Raganella (Hyla intermedia), mentre tra i rettili più legati all’acqua è ben presente la Biscia dal collare barrata (Natrix helvetica sicula). Numerosi macroinvertebrati bentonici, come plecotteri, efemerotteri e tricotteri, arricchiscono il biotopo, testimoniando l’elevata qualità ecologica dell’ecosistema fluviale.
La Grotta dei Pipistrelli di Pantalica è la più grande cavità naturale dell’area. Situata nei
pressi del fiume Calcinara, con una profondità di circa 290 metri, la grotta ospita una colonia di circa 8.000 pipistrelli (appartenenti ai generi Rhinolophus, Myotis e Miniopterus), rappresentando un importante sito per la biodiversità faunistica della regione. In passato, la grotta fu utilizzata per la produzione di salnitro e la raccolta di guano, impiegato come fertilizzante e nella produzione di polvere da sparo. L’accesso alla grotta avviene attraverso una scalinata che conduce a un corridoio di 12 metri, seguito da una spaziosa camera interna, habitat ideale per i pipistrelli.
Pantalica rappresenta uno dei complessi archeologici più importanti del Mediterraneo
protostorico. Il sito ospita una delle più vaste necropoli rupestri d’Europa, con oltre 5.000 tombe scavate nella roccia, databili tra il XIII e l’VIII secolo a.C., distribuite lungo le pareti scoscese delle vallate dell’Anapo e del Calcinara. Queste sepolture, spesso a forno, testimoniano l’esistenza di una fiorente comunità indigena, probabilmente identificabile con i Siculi, che sviluppò una propria identità culturale in una fase di transizione tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro. Oltre alle necropoli, di straordinario interesse è l’Anaktoron, una struttura megalitica posta sull’altopiano, che per le sue caratteristiche costruttive richiama i palazzi micenei, alimentando ipotesi su possibili contatti con il mondo egeo. Il sito, scoperto e studiato da Paolo Orsi agli inizi del Novecento, è oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO e costituisce un riferimento imprescindibile per la conoscenza delle civiltà indigene preelleniche della Sicilia.
Per visitare Pantalica, si possono utilizzare due accessi principali: da Sortino, attraverso la Valle dell’Anapo, e da Ferla, tramite la Sella di Filiporto. Entrambi gli ingressi conducono a una rete di sentieri che permettono di esplorare le necropoli, le grotte e i paesaggi naturali della riserva. È consigliabile munirsi di scarpe da trekking e acqua, poiché i percorsi possono essere impegnativi e non vi sono punti di ristoro all’interno dell’area protetta. Non esistono mezzi pubblici diretti per raggiungere Pantalica, pertanto è necessario utilizzare un mezzo proprio o prenotare un servizio di trasporto privato.










