Nome comune: Fiorrancino (dial. “Riiddu“)
Nome scientifico: Regulus ignicapilla (Temminck, 1820)
Famiglia: Sylviidae
Status e conservazione: Categoria IUCN “LC (minor preoccupazione)”. Grazie anche allo status favorevole degli ambienti elettivi (pinete di origine artificiale), non sembrano incombere minacce immediate sullo status di conservazione della specie, a parte la gestione forestale intensiva che rimuove il sottobosco e la frammentazione delle aree boschive mature, fondamentali per il reperimento delle prede e per la nidificazione. Il Fiorrancino è protetto dalla Convenzione di Berna (Allegato II) e dalla Legge 157/92.
Descrizione e biologia: Caratterizzata da una apertura alare inferiore ai 12 cm e da un peso di norma non superiore ai 5-7 g, al fiorrancino spetta di diritto la partecipazione al concorso di specie più piccola dell’ornitofauna siciliana. Si distingue nettamente dal Regolo per la presenza di una vistosa stria sopracciliare bianca e una linea oculare nera che gli conferiscono un’espressione quasi “accigliata”. Il vertice è ornato da una cresta color giallo-arancio brillante nel maschio (più tendente al giallo nella femmina), spesso tenuta abbassata ma eretta vistosamente durante i momenti di eccitazione o corteggiamento. Il piumaggio dorsale è verde oliva, con sfumature dorate sui lati del collo. La biologia di questa specie è caratterizzata da un metabolismo elevatissimo, che costringe l’animale a una ricerca incessante di cibo. È quasi esclusivamente insettivoro, nutrendosi di piccoli artropodi, ragni e uova di insetti che preleva con precisione tra gli aghi di pino o le foglie delle querce, spesso restando in volo a “spirale” (hovering) per qualche istante. Il nido è una minuscola e profonda coppa di muschio e ragnatele, solitamente sospesa all’estremità di un ramo, rivestita internamente di piume per garantire l’isolamento termico necessario a proteggere le uova date le ridotte dimensioni della covata.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, il Fiorrancino è uniformemente diffuso e sedentario nei rimboschimenti di vecchio impianto, dal piano collinare fino alle massime altitudini iblee. Predilige i boschi misti e le pinete di pino d’Aleppo o pino domestico, ma è frequente anche nelle leccete e nelle sugherete delle zone collinari.. Alle popolazioni regolarmente nidificanti si aggiungono, in autunno, piccoli contingenti svernanti.








