
Sottratto alla retorica della fine, il naufragio appare talvolta come la deviazione necessaria per inaugurare un’esplorazione fuori dai confini abituali. Sbagliare rotta, nel senso biologico e geografico del termine, significa eludere i termini di un destino già tracciato e accedere a una conoscenza che nasce proprio dall’esitazione dell’ago magnetico. In questa prospettiva, la comparsa della Gazza marina (Alca torda) lungo le coste degli Iblei tra il 2022 e il 2023 smette di essere […]
Dopo le piogge autunnali, quando le fugaci raccolte di acqua piovana colmano le depressioni del suolo e i fiumi si concedono il riposo di piccoli bacini di stasi, è possibile scorgere sul fondo o tra i detriti vegetali lunghi filamenti scuri, sottili come capelli e apparentemente animati di vita propria. Si muovono con una lentezza ipnotica tra le lanche silenziose, i bracci morti delle fiumare e le gore più precarie. […]


Secondo un antico detto cinese, “gli insetti che cantano non hanno paura dell’estate breve”. È una frase ambigua, da leggere come un koan; un invito a spostare il pensiero dal rumore al silenzio, dalla luce alla terra, dall’occasione al ciclo. E forse è così che bisognerebbe avvicinarsi alla cicala, creatura insieme sfacciata e invisibile, effimera e secolare, frivola e ieratica. Nel repertorio simbolico dell’Occidente, la cicala porta sulle spalle il fardello della leggerezza imprudente: […]
La farfalla è simbolo di bellezza effimera. Un organismo leggero, al limite dell’incorporeità. Un organismo dalla vita breve, racchiusa nel fragile bilico tra apparizione e scomparsa. E la delicatezza delle ali, che al tocco indiscreto sembrano dissolversi in una galassia di polveri colorate, la sua intima relazione trofica con il fiore, la modestia con cui si schermisce del trionfo alato di una metamorfosi improbabile, hanno consacrato la farfalla ad allegoria della caducità della vita umana. […]


La punta non è mero accidente della forma, ma un atto primordiale di violazione e di trasgressione. Essa si manifesta come il limite affilato che, attraverso una minuscolo varco, consente l’accesso all’intimità dell’altro. Non un’azione banale, quindi, ma un gesto che richiede desiderio e volontà: diventare più piccoli per superare le barriere della diversità, per sondare ciò che è estraneo, per ferire ciò che non si può contenere o per lasciare in esso una parte di sé. […]
La bellezza salverà il mondo, dice il candido principe Miškin ne L’idiota di Fëdor Dostoevskij e la sua, più che una profezia, suona come una preghiera, proferita in un mondo dove egli non può impersonare né la forza né la resilienza. E nel mondo naturale, dove il successo (innanzitutto riproduttivo) sembra premiare soltanto la forza, la preminenza fisica e la capacità di sopravvivere, che ruolo può avere la bellezza? […]


Forse non è del tutto per caso che sia stato impossibile (e senz’altro nefasto!) l’amore tra la ninfa Eco, la garrula ancella di Zeus punita da Era per aver favorito con le sue quisquilie gli amori extraconiugali dell’Egioco, e il cacciatore Narciso, l’alessitimico ed egocentrico figlio del dio fluviale Cefiso e della ninfa Liriope. Dopotutto, nomen omen, Eco (oggi sostantivo dall’incerta identità di genere…) era stata condannata all’eterna riflessione sonora […]
PIANTA PELOSA, PIANTA VIRTUOSA…
I peli vegetali (o, più propriamente, tricomi) rivestono nelle piante funzioni diverse ma egualmente importanti. Ad esempio, nelle piante alofite (come la Tamerice comune) si sono evoluti peli ghiandolari (detti idatodi) altamente specializzati nell’eliminazione del sale in eccesso attraverso complessi meccanismi di guttazione. Nella Drosera (pianta carnivore presente con una sola specie nell’arco alpino), invece, si sono differenziati alcuni tricomi ghiandolari capaci […]


ULISSE ALDROVANDI E IL RINOCICALONTE
Nel 1642, mentre in Inghilterra infuriava la guerra civile e tra i flutti del Pacifico Abel Tasman avvistava per primo la Tasmania, Ulysse Aldrovandi, nobile rampollo della Bologna “importante”, pubblicava presso l’editore Nicolò Tebaldini (fondatore della Gazzetta Bologna) la sua memorabile “Monstrorum historia cum Paralipomenis historiae omnium animalium“, Curiosamente, lo stesso anno in cui ad Arcetri si spegneva Galileo Galilei […]
…Nomina sunt omina…scriveva l’imperatore Giustiniano I nelle sue Istituzioni, mutuando un ancor più antico detto latino secondo cui il nome delle cose conterrebbe in sè il destino delle cose stesse.
E ben lo sanno i tassonomi, eredi diligenti di Carl von Linné e fedeli guardiani del codice internazionale di nomenclatura binomiale, che scelgono gli epiteti di genere e specie con grande cura e senso di responsabilità. Solo che, talvolta, la successiva trasposizione del nome scientifico in nome volgare (operata secondo meccanismi non ufficiali e dagli esiti in genere poco prevedibili) può indurre. […]


