Pesce pettine

Nome comune: Pesce pettine (dial.; “Pisci pettini, rasolu“)

Nome scientifico: Xyrichtys novacula (Linnaeus, 1758)

Famiglia: Labridae

Status e conservazione: Specie comune nei fondali sabbiosi del Mediterraneo, non minacciata, ma localmente soggetta ad una certa pressione alieutica. Nella Lista Rossa IUCN è classificato come “Least Concern” (LC), ovvero “Minima Preoccupazione”.

Descrizione e biologia: Pesce dal corpo molto compresso lateralmente, con profilo della testa ripido e fronte verticale, caratteristica che gli vale l’epiteto specifico di “rasoio” (in latino novacula). La colorazione è piuttosto variabile: i maschi, specialmente se giovani, appaiono piuttosto rosati (più scuri a maturità), mentre le femmine sono più giallastre. Può raggiungere i 30 cm di lunghezza, ma in genere non supera i 20 cm. I pesci pettine vivono in piccoli gruppi, spesso con un solo maschio e più femmine (harem). Le femmine possono diventare maschi all’aumentare della taglia (ermafroditismo proteroginico), solitamente oltre i 15 cm. Preferisce fondali sabbiosi, tra 1 e 50 metri di profondità. In estate resta molto vicino alla costa, dove si nutre di piccoli organismi bentonici.

Presenza nel territorio ibleo: Specie caratteristica delle acque costiere sabbiose, diffusa nelle zone marine dell’area iblea, soprattutto durante la stagione estiva nei pressi delle praterie di fanerogame e fondali sabbiosi prossimi alla costa.

Pesce pettine (Xyrichtys novacula)
Codibugnolo siciliano (Aegithalos caudatus siculus)

Tra i rami dei boschi e delle boscaglie iblee si muove, sovente in piccoli ma vivaci gruppi familiari, il Codibugnolo siciliano. Questo piccolo uccello, caratterizzato da una coda lunghissima e da una silhouette inconfondibile, è una sottospecie esclusiva della nostra isola, ben nota per la straordinaria abilità architettonica con cui tesse un nido a sacco fatto di muschio, licheni e ragnatele.

Tra le garighe e i prati aridi del territorio ibleo fiorisce l’Ofride di Bertoloni, una delle orchidee spontanee più affascinanti della nostra flora. Questo straordinario fiore attua una complessa strategia di seduzione visiva e olfattiva: il suo labello imita perfettamente la forma, la pelosità e persino i feromoni della femmina di specifici insetti impollinatori, ingannando i maschi che, nel tentativo di accoppiarsi con il fiore, si caricano di polline garantendo così la riproduzione della pianta.

Ofride di Bertoloni (Ophrys bertolonii)
Pollo sultano (Porphyrio porphyrio)

Tra i fitti canneti dei pantani e dei corsi d’acqua iblei si muove il Pollo sultano, un bizzarro uccello palustre dall’inconfondibile piumaggio blu-violaceo e dal robusto becco rosso. Questo grande rallide, un tempo estinto in Sicilia e oggi felicemente ritornato a frequentare le nostre zone umide, utilizza le sue enormi dita per camminare sulla vegetazione galleggiante e afferrare i germogli di cui si nutre.