Cisto a foglia di salvia

Nome comune: Cisto a foglie di salvia (dial. “Russedda janca“)

Nome scientifico: Cistus salviifolius L., 1753

Famiglia: Cistaceae

Status e conservazione: Il Cisto a foglie di salvia è una delle specie più comuni della macchia mediterranea, diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. Non è considerato a rischio e la Lista Rossa IUCN lo classifica come Least Concern (LC). In Italia è molto frequente in ambienti collinari e costieri e non presenta particolari problemi di conservazione. È una specie pioniera, capace di colonizzare suoli poveri e degradati, contribuendo al recupero degli ecosistemi dopo incendi o alterazioni antropiche.

Descrizione e biologia: Arbusto sempreverde che può raggiungere il metro di altezza, con portamento espanso e rami molto ramificati. Le foglie, opposte e ovate, sono rugose, tomentose e ricordano quelle della salvia, da cui il nome specifico. I fiori, molto vistosi, hanno 5 petali bianchi con una macchia gialla alla base e compaiono in abbondanza da aprile a giugno, creando vere e proprie “macchie bianche” nella vegetazione. I frutti sono capsule che liberano numerosi semi, favorendo una rapida disseminazione. Specie adattata agli ambienti aridi e soleggiati, svolge un ruolo ecologico importante come pianta mellifera e come rifugio per piccoli animali. Ha un’elevata resistenza agli incendi: grazie alla banca semi nel suolo, è una delle prime specie a ricolonizzare le radure bruciate.

Presenza nel territorio ibleo: Negli Iblei il cisto a foglie di salvia è comunissimo, soprattutto nelle garighe, nelle macchie basse e lungo i margini delle strade di campagna. È particolarmente abbondante nelle zone costiere calcaree e nei versanti soleggiati, dove contribuisce a formare comunità vegetali insieme a Timo arbustivo (Thymbra capitata), Lentisco (Pistacia lentiscus) e Palma nana (Chamaerops humilis).

Cisto a foglia di salvia (Cistus salviifolius)