Pogonosoma del Marocco

Nome comune: Pogonosoma del Marocco

Nome scientifico: Pogonosoma maroccanum (Fabricius, 1794)

Famiglia: Asilidae

Status e conservazione: L’ordine dei ditteri, e in particolare la famiglia degli asilidi, non è stato ancora oggetto di una mappatura sistematica da parte delle Liste Rosse IUCN Italiane. Di conseguenza, la specie è classificata come Non Valutata (NE) sul portale ufficiale. Trattandosi di un insetto spiccatamente saproxilico (legato al legno morto e in decomposizione per il compimento del ciclo larvale) la sua sopravvivenza a livello locale è fortemente condizionata dalle pratiche di gestione forestale. Le principali minacce nel territorio sono rappresentate dalla rimozione sistematica dei vecchi tronchi abbattuti, dall’eliminazione degli alberi senescenti e dagli incendi.

Descrizione e biologia: Predatore dall’aspetto inconfondibile, questo asilide raggiungere dimensioni notevoli, potendo superare i due centimetri e mezzo di lunghezza. La struttura è robusta, con un addome e torace nerastri che contrastano nettamente con una fitta e vistosa pubescenza giallo-dorata o fulva concentrata sul torace e sul capo. La faccia è caratterizzata da un imponente mystax (il tipico “mustacchio” di setole rigide) di colore giallo acceso, avente la funzione di proteggere i grandi occhi composti dalle difese delle prede. Anche le zampe mostrano un carattere diagnostico inequivocabile, con tibie e tarsi marcatamente gialli, mentre i femori rimangono neri. Le ali sono ampie e bronzate, con riflessi metallici sotto la luce solare. L’apparato boccale è una proboscide rigida e perforante adatta a inoculare una saliva paralizzante ed enzimi litici che sciolgono i tessuti interni delle prede. Gli adulti sono cacciatori termofili particolarmente attivi durante i mesi estivi, prediligendo le ore più calde e soleggiate della giornata. Utilizzano i tronchi d’albero o i rami secchi come stazioni di posta e di avvistamento, dalle quali decollano con scatti fulminei per ghermire in aria le prede (principalmente coleotteri e imenotteri) bloccandole saldamente con le zampe robuste. Il ciclo vitale è invece strettamente legato agli ecosistemi forestali complessi: le larve sono saproxiliche e si sviluppano all’interno del legno marcescente di vecchi alberi senescenti o nei ceppi abbattuti. In questa fase si comportano da predatrici attive, muovendosi nei tunnel scavati nel legno per nutrirsi delle larve di coleotteri xilofagi, in particolare Cerambicidi e Buprestidi, svolgendo così un ruolo ecologico di rilievo nel controllo biologico e nella decomposizione della materia organica forestale.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio dei Monti Iblei il Pogonosoma maroccanum è una presenza piuttosto rara, localizzata e fortemente legata ai lembi di bosco meglio conservati e meno antropizzati. Trova il suo habitat d’elezione nei quartieri forestali a dominanza di sughera e roverella e nei versanti più fitti e protetti delle profonde cave calcaree, in particolare lungo il bacino idrografico dell’Anapo e del Cassibile. La presenza di grandi alberi secolari, combinata con l’alto tasso di umidità che caratterizza i fondovalle d’ombra delle cave, garantisce la costante decomposizione del legno necessaria per il sostentamento del microhabitat larvale.

Pogonosoma del Marocco (Pogonosoma maroccanum)
Ginestra di Gussone (Retama raetam)

Sulle dune sabbiose del litorale sfida il vento e l’aridità la Ginestra del Gussone, una pianta di estremo valore conservazionistico. Questa pianta, con il suo fitto apparato radicale che consolida la sabbia, in primavera si trasforma in una suggestiva nuvola di candidi fiori bianchi, diventando un simbolo di resilienza della flora costiera.

Nel cuore dell’altopiano si sviluppa la profonda gola di Cavagrande del Cassibile, un maestoso canyon caratterizzato da imponenti pareti verticali e fitti boschi ripariali. Al suo interno, il corso d’acqua genera una successione di limpidi laghetti e cascate, creando un paradiso che custodisce una straordinaria biodiversità rupestre e fluviale.

RNO Cavagrande del Cassibile
Vespertilio maggiore (Myotis myotis)

Nel silenzio delle grotte calcaree trova rifugio il Vespertilio maggiore, il pipistrello più grande d’Italia. Questo abile predatore notturno, protetto a livello europeo, svolge un ruolo ecologico cruciale cacciando grandi coleotteri e insetti direttamente al suolo, grazie a un udito finissimo capace di captare il più piccolo fruscio tra le foglie.