Nome comune: Morimo scabroso, Cerambice longicorno (dial. “u riavulu“)
Nome scientifico: Morimus asper (Sulzer, 1776)
Famiglia: Cerambycidae
Status e conservazione: Morimus asper è diffuso in gran parte dell’Europa meridionale e centrale, con preferenza per le aree boscate collinari e montane. È considerato un indicatore di buona qualità forestale, in quanto legato alla presenza di legno morto o deperente, fondamentale per il suo sviluppo larvale. La Lista Rossa IUCN globale lo classifica come Least Concern (LC). Nell’Allegato II della Direttiva Habitat è citato Morimus funereus, oggi considerato una sottospecie (Morimus asper funereus); di fatto, quindi, le misure di tutela comunitarie interessano l’intero complesso M. asper. In Italia è diffuso ma in declino in alcune regioni a causa della rimozione del legno morto dai boschi, delle pratiche selvicolturali troppo “pulite” e della frammentazione degli habitat.
Descrizione e biologia: Coleottero di dimensioni medio-grandi, può raggiungere i 15–35 mm di lunghezza. Il corpo è robusto e massiccio, con tegumenti ricoperti da fitta pubescenza grigio-cenere che conferisce un aspetto vellutato. Gli elitre mostrano tipiche macchie scure arrotondate, disposte in modo abbastanza regolare, che ricordano un motivo marmorizzato: questa caratteristica lo rende inconfondibile. Le antenne sono lunghe e robuste, nei maschi più lunghe del corpo. Specie xilofaga, il suo ciclo biologico è strettamente legato al legno morto: le femmine depongono le uova nelle fessure di tronchi e ceppaie di latifoglie, in particolare querce e castagni. Le larve scavano gallerie nel legno, dove si sviluppano per 2–3 anni prima della metamorfosi. Gli adulti si osservano in primavera e all’inizio dell’estate, soprattutto al crepuscolo, quando escono dai loro rifugi per accoppiarsi. La sua presenza è considerata un indicatore di boschi maturi e la sua tutela promuove la conservazione del legno morto, risorsa chiave per l’intera comunità saproxilica.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo il Morimo scabroso è presente nei boschi di leccio, querce caducifoglie e nei boschi ripali a pioppo e platano, dove è ancora disponibile legno morto o deperente. La sua presenza è un segnale di buona naturalità degli ambienti forestali iblei e testimonia l’importanza di mantenere nei boschi una certa quantità di necromassa, essenziale per la biodiversità saproxilica.
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