Ragno coccinella

Nome comune: Ragno coccinella

Nome scientifico: Eresus kollari Rossi, 1846

Famiglia: Eresidae

Status e conservazione: Categoria IUCN “NE (Non Valutato)”. Sebbene non sia inserito nelle liste CITES, l’Eresus kollari è considerato una specie a rischio in molti paesi europei (come la Germania e la Gran Bretagna) a causa della frammentazione degli habitat. In Italia, e in particolare in Sicilia, la specie è localmente comune ma soffre per la distruzione delle praterie aride e l’uso di pesticidi. È un importante indicatore di qualità ambientale: la sua presenza segnala un ecosistema xerotermico integro e non eccessivamente disturbato.

Descrizione e biologia: Questa specie presenta un dimorfismo sessuale estremo, tanto che maschio e femmina possono essere scambiati per specie diverse. Nel maschio (lungo circa 8-11 mm) il cefalotorace è nero, mentre l’addome è di un rosso vivo punteggiato da quattro grandi macchie nere (talvolta bordate di bianco) che ricordano, appunto, una coccinella; le zampe sono nere con anelli bianchi sottili. La femmina invece è molto più grande (fino a 16-20 mm), è interamente nera o grigio scura, priva della colorazione vistosa del maschio, con un aspetto massiccio e vellutato. L’Eresus kollari è un ragno fossorio: costruisce un cunicolo verticale nel terreno, profondo fino a 10 cm, foderato di seta robusta. La parte aerea del nido è una piccola “tettoia” di seta mimetizzata con detriti e resti di prede (coleotteri, formiche e altri artropodi terrestri). Un aspetto biologico straordinario riguarda le cure parentali: la femmina pratica la matrifagia. Dopo la schiusa delle uova, essa rigurgita cibo per i piccoli e infine muore, lasciando che i piccoli si nutrano del suo corpo per accumulare le riserve necessarie alla prima fase di crescita. Per lungo tempo la specie è stata indicata col nome di Eresus niger o inclusa nel complesso Eresus cinnaberinus. Studi recenti hanno chiarito che il gruppo Eresus comprende diverse specie criptiche. In Sicilia e negli Iblei, la specie di riferimento è il kollari.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo il Ragno coccinella predilige i pendii assolati, le garighe a timo e i bordi dei muretti a secco dove il terreno è ciottoloso e povero di vegetazione fitta. È possibile osservare i maschi “vaganti” alla ricerca delle femmine (che restano quasi sempre nascoste nel nido) soprattutto durante le giornate calde di fine estate e autunno (settembre-ottobre).

Ragno coccinella (Eresus kollari)
Trota macrostigma italiana (Salmo cettii)

Nelle acque limpide, fresche e ossigenate dei fiumi iblei nuota la Trota macrostigma, un salmonide nativo dall’alto valore biogeografico. Questo predatore fluviale, riconoscibile per le caratteristiche macchie scure sui fianchi, oggi lotta per sopravvivere alla frammentazione dei corsi d’acqua.

All’ombra dei boschi e lungo i valloni più freschi prospera il raro Giaggiolo fetido. Questo iris spontaneo, oltre a farsi notare per i suoi frutti carichi di semi scarlatti che resistono per tutto l’inverno, possiede un’insolita caratteristica: se le sue foglie vengono strofinate, emanano un odore pungente e inconfondibile, da cui deriva il nome specifico.

Giaggiolo fetido (Chamaeiris foetidissima)
Falco pellegrino (Falco peregrinus)

Sulle ripide pareti calcaree dei nostri canyon nidifica il Falco pellegrino, un predatore dall’aerodinamica perfetta, capace di raggiungere velocità impressionanti in picchiata. La sua presenza stabile tra le gole del territorio è il segno visibile di un ecosistema rupestre ancora integro e ricco di prede.