Nome comune: Camomilla marina (dial. “Cirumidda, calumidda ri mari“)
Nome scientifico: Anthemis maritima L.
Famiglia: Asteraceae
Status e conservazione: La Anthemis maritima non è attualmente inserita nelle Liste Rosse ufficiali della flora italiana e ciò sta ad indicare che, a livello nazionale, la popolazione è ancora considerata sufficientemente stabile e non soggetta a un rischio di estinzione imminente. Tuttavia, è una specie che risente fortemente della pressione antropica sui litorali: l’erosione costiera, la pulizia meccanica delle spiagge e il calpestio turistico frammentano il suo habitat elettivo, rendendo le popolazioni locali vulnerabili alla scomparsa nel medio-lungo periodo, specialmente nelle aree non protette.
Descrizione e biologia: La Camomilla marittima è una pianta erbacea perenne dal portamento caratteristico, con fusti ramosi spesso prostrati o ascendenti che formano densi cuscinetti aromatici. Le foglie sono carnose, punteggiate di ghiandole traslucide sulla pagina inferiore e profondamente incise in lacinie strette (2-pennatosette), un adattamento morfologico che riduce la traspirazione e permette alla pianta di resistere al forte irraggiamento solare e alla salsedine. L’infiorescenza è il tipico capolino delle Asteraceae, con un diametro compreso tra 1,5 e 3 centimetri. È composta da fiori periferici ligulati di colore bianco, che hanno la funzione di attrarre gli impollinatori, e fiori centrali tubulosi di colore giallo oro. La fioritura è molto prolungata e può estendersi da maggio fino a novembre. La biologia di questa specie è fondamentale per la dinamica dunale: grazie al suo apparato radicale e al portamento strisciante, la Camomilla marina contribuisce attivamente al consolidamento delle sabbie mobili, agendo come stabilizzatrice delle dune embrionali e delle dune bianche.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, la Anthemis maritima è una presenza frequente lungo i tratti di costa sabbiosa che conservano residui di vegetazione dunale. In queste aree, la specie trova il suo habitat ideale nel consorzio vegetale delle dune bianche, crescendo spesso in associazione con il Giglio di mare (Pancratium maritimum) e la Calcatreppola marina (Eryngium maritimum). La sua capacità di resistere in ambienti estremi, dove la sabbia è in continuo movimento e l’apporto di nutrienti è scarso, ne fa una specie chiave per il monitoraggio della qualità ambientale dei litorali della Sicilia sud-orientale.


