Nome comune: Calcatreppola marina (dial. “Panicauru“)
Nome scientifico: Eryngium maritimum L.
Famiglia: Apiaceae
Status e conservazione: La specie non risulta inserita nelle liste rosse IUCN della Flora Italiana. Questo non significa che la specie sia priva di minacce, ma che non è attualmente considerata tra le entità a rischio prioritario di estinzione a livello nazionale. Tuttavia, nel territorio ibleo, la Calcatreppola marina subisce la pressione del degrado dei sistemi dunali dovuto alla frammentazione degli habitat, all’introduzione di specie aliene invasive e alla pulizia meccanica delle spiagge, che distrugge gli individui giovani e compromette la stabilità del substrato sabbioso.
Descrizione e biologia: L’Eryngium maritimum è una pianta perenne dal portamento eretto e robusto, che si distingue per una marcata pruinosità azzurro-grigiastra che ricopre l’intera superficie, agendo come barriera protettiva contro l’intenso irraggiamento solare e la disidratazione salina. Le foglie sono estremamente coriacee, con margini sinuato-dentati e spinescenti; le basali sono lungamente picciolate e di forma sub-orbicolare, mentre le cauline sono sessili e amplessicauli. Questa struttura spinosa funge da difesa contro il pascolamento e protegge i tessuti interni dalla sabbia trasportata dal vento. L’infiorescenza è un capolino denso e sub-sferico, circondato da una brattea involucrale composta da foglie spinose che superano in lunghezza i fiori stessi. I singoli fiori, di colore azzurro-violaceo, sono ricchi di nettare e attirano una grande varietà di insetti impollinatori, inclusi lepidotteri e imenotteri. Sotto il profilo biologico, la Calcatreppola marina è dotata di un apparato radicale fittonante straordinariamente profondo, che può superare il metro di lunghezza. Questa radice non solo permette alla pianta di attingere alle riserve idriche profonde, ma contribuisce in modo determinante al consolidamento meccanico delle dune bianche, agendo come un vero e proprio pilastro nel sedimento incoerente. La dispersione dei semi è favorita dal vento e, talvolta, dal galleggiamento degli stessi in acqua di mare, permettendo la colonizzazione di nuovi litorali.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, la specie è distribuita con una discreta frequenza lungo i tratti costieri che conservano sistemi dunali funzionali. Laddove presente, l’Eryngium maritimum svolge un ruolo ecologico chiave, posizionandosi tipicamente nella zona della duna mobile (duna bianca), dove la sabbia è ancora soggetta a movimenti ma inizia a essere stabilizzata dalle prime formazioni perenni. La sua presenza è un indicatore di un ecosistema costiero con una buona complessità biologica e una ridotta alterazione meccanica del profilo dunale.



