Mantide nana decolorata

Nome comune: Mantide nana decolorata (dial. “Parrinu, Munachedda, Sangiuvannuzzu“, generici)

Nome scientifico: Ameles decolor (Charpentier, 1825)

Famiglia: Amelidae

Status e conservazione: I mantoidei della fauna italiana non rientrano nei gruppi tassonomici valutati formalmente all’interno delle Liste Rosse IUCN nazionali; la specie risulta pertanto classificata come Non Valutata (NE) sul portale ufficiale di IUCN Italia. A livello europeo Ameles decolor presenta un’ampia distribuzione mediterranea ed è considerata comune nei contesti idonei. Non sussistono minacce imminenti a livello globale, ma le popolazioni locali risentono della trasformazione degli habitat aridi, dell’uso di insetticidi ad ampio spettro in agricoltura, della distruzione della vegetazione spontanea lungo i margini dei campi e degli incendi estivi che devastano le garighe e le praterie aride.

Descrizione e biologia:  Ameles decolor è una mantide di piccole dimensioni, con una lunghezza del corpo compresa tra 18 e 28 millimetri. La livrea presenta tonalità mimetiche variabili dal beige al grigio, dal bruno al color paglia, raramente con sfumature verdastre, adattamento cromatico che consente all’insetto di mimetizzarsi tra le erbe secche. La specie mostra un marcato dimorfismo sessuale. I maschi presentano un corpo affusolato con due paia di ali ben sviluppate che permettono un volo agile per la ricerca delle femmine. Le femmine possiedono ali fortemente ridotte e sono prive della capacità di volare. A differenza del congenere Ameles spallanzania, in cui la femmina mantiene l’addome costantemente e marcatamente arricciato verso l’alto, la femmina di Ameles decolor possiede un addome stretto, allungato e rettilineo, allineato al resto del corpo. I caratteri diagnostici principali comprendono un pronoto allungato e sottile, elemento che la distingue nettamente da Ameles spallanzania che presenta invece un pronoto corto e squadrato, e occhi sub-conici privi di un evidente tubercolo apicale. Le zampe anteriori sono modificate in strutture raptatorie per la cattura delle prede, mentre le zampe posteriori sono muscolose e sviluppate, consentendo all’insetto di effettuare lunghi salti. Si tratta di un predatore d’agguato che caccia piccoli invertebrati mantenendosi immobile sulla vegetazione bassa. Il cannibalismo sessuale durante o dopo l’accoppiamento è un evento molto raro in questa specie. La riproduzione porta alla deposizione di un’ooteca schiumosa che si indurisce rapidamente all’aria, fissata su rocce, pietre o steli secchi.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo Ameles decolor è una specie ben rappresentata e strettamente legata agli ambienti caldi e xeriofili. Colonizza le garighe calcaree, i pascoli pietrosi, le praterie aride, le radure della macchia mediterranea e i margini dei boschi dal livello del mare fino ai massimi livelli altitudinali. La specie è particolarmente frequente lungo i versanti soleggiati delle cave calcaree e trova un rifugio ideale nell’estesa reticolazione dei muretti a secco, dove la roccia affiorante e le microcavità offrono contesti ottimali per la caccia, il riparo dai predatori e la deposizione delle ooteche.

Mantide nana decolorata (Ameles decolor)