Nome comune: Sparto pungente, Ammofila litorale (dial. “Cannici di rina“)
Nome scientifico: Calamagrostis arenaria (L.) Roth subsp. arundinacea (Husn.) Banfi, Galasso & Bartolucci
Famiglia: Poaceae
Status e conservazione: La specie non è attualmente inclusa nelle Liste Rosse IUCN della flora italiana, figurando come Non Valutata (NE). Ciononostante, il relativo habitat di elezione – le dune costiere mobili (tipologia descritta dal codice habitat europeo 2120) – è tutelato dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. Nel litorale ibleo lo stato di conservazione delle popolazioni è condizionato negativamente dalla pressione antropica sulle fasce sabbiose. La frammentazione degli habitat causata dallo sviluppo edilizio costiero, dal calpestio legato alla frequentazione turistica e dalle operazioni meccanizzate di spianamento e pulizia delle spiagge compromette la rigenerazione vegetale, accelerando i fenomeni di degradazione del profilo dunale e la conseguente erosione costiera.
Descrizione e biologia: Si tratta di una pianta erbacea perenne, cespitosa e psammofila, classificata biologicamente come geofita rizomatosa, con fusti eretti che raggiungono un’altezza compresa tra i 60 e i 120 centimetri. L’apparato ipogeo è costituito da un esteso sistema di rizomi striscianti, sia orizzontali sia verticali, strutturato per stabilizzare il substrato sabbioso incoerente. Le foglie, coriacee e di colore grigio-verde (glauco), presentano un adattamento xerofitico specifico: la lamina fogliare possiede la capacità di convolversi longitudinalmente in risposta allo stress idrico e termico, racchiudendo gli stomi all’interno della pagina superiore per ridurre la traspirazione. L’infiorescenza, visibile da maggio a luglio, è una pannocchia densa, spiciforme e fusiforme, che assume una colorazione paglierina a maturità. La biologia di questa graminacea è strettamente connessa alla dinamica eolica del sedimento. L’accumulo di sabbia non frena lo sviluppo della pianta, ma stimola l’allungamento dei rizomi e lo sviluppo di nuovi germogli verticali. La propagazione avviene prevalentemente per via vegetativa attraverso la crescita e la frammentazione dei rizomi, modalità che favorisce la colonizzazione dello spazio disponibile, mentre la riproduzione per seme assicura la dispersione a lungo raggio.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo lo sparto pungente è localizzato esclusivamente lungo i cordoni dunali mobili del litorale ragusano e siracusano. Colonizza la zona retrostante la battigia, stabilendosi sulle dune mobili propriamente dette (o dune bianche). ove svolge un ruolo ecologico primario nel consolidamento dei sedimenti, dinamica che costituisce il prerequisito funzionale per il successivo insediamento delle comunità vegetali stabili della macchia mediterranea costiera.


