Serapide siciliana

Nome comune: Serapide siciliana

Nome scientifico: Serapias orientalis subsp. siciliensis Bartolo & Pulvirenti, 2000

Famiglia: Orchidaceae

Status e conservazione: A livello globale Serapias orientalis è una specie diffusa nel Mediterraneo orientale e centrale, ma la sottospecie siciliensis è un endemismo ristretto alla Sicilia sud-orientale. Non esiste una valutazione specifica IUCN globale o nazionale per la sottospecie; tuttavia, considerando l’areale molto limitato, la frammentazione delle popolazioni e la forte dipendenza da habitat semi-naturali, essa è generalmente considerata di elevato interesse conservazionistico. I principali fattori di rischio sono la trasformazione degli ambienti aperti, l’abbandono o l’intensificazione delle pratiche agricole, l’urbanizzazione diffusa e, localmente, il calpestio e il disturbo antropico nei siti di fioritura.

Descrizione e biologia: Serapias orientalis subsp. siciliensis è una geofita bulbosa perenne che può raggiungere indicativamente i 20–40 cm di altezza. Le foglie basali sono lanceolate, di colore verde glauco, in numero di 4-6 e lunghe fino a 15 cm.. L’infiorescenza è piuttosto densa e porta generalmente 3-9 di dimensioni medio-grandi, caratterizzati da una colorazione che varia dal bruno rossastro chiaro al porpora scuro. L’ipochilo è reniforme, pallido al centro e rosso porpora ai margini. Come nelle altre specie del genere, l’impollinazione avviene senza produzione di nettare ed è basata su un meccanismo di rifugio temporaneo per insetti pronubi, soprattutto imenotteri dei generi Osmia e Chelostoma, che visitano il fiore attratti dalla forma e dalla struttura del labello. La fioritura avviene in genere tra marzo e aprile, con leggere variazioni in funzione delle condizioni climatiche stagionali e dell’altitudine.

Presenza nel territorio ibleo: Nel territorio ibleo la Serapias orientalis subsp. siciliensis è presente in modo localizzato, soprattutto in ambienti aperti o semi-aperti quali prati aridi, pascoli magri, margini di coltivi tradizionali e radure su substrati calcarei. Predilige contesti poco disturbati, con suoli ben drenati e una copertura erbacea discontinua. Le popolazioni note sono generalmente costituite da un numero limitato di individui e mostrano una distribuzione frammentata, rendendo la sottospecie particolarmente sensibile alle modifiche del paesaggio. Come tutte le orchidee spontanee in Italia, è rigorosamente protetta. È vietata la raccolta dei fiori e, soprattutto, l’estirpazione dei bulbi.