Nome comune: Ofride specchio (dial. “Urchitedda“, generico)
Nome scientifico: Ophrys speculum Link, 1800
Famiglia: Orchidaceae
Status e conservazione: Secondo la Lista Rossa della Flora Italiana, la specie è classificata come LC (Minor Preoccupazione). Sebbene la distribuzione sia ampia, le popolazioni locali possono subire contrazioni a causa del sovrapascolamento e della frammentazione degli habitat naturali dovuta all’espansione infrastrutturale e alle pratiche agricole intensive.
Descrizione e biologia: Geofita bulbosa con altezza compresa tra 5 e 25 cm. L’infiorescenza è lassa e porta da 2 a 8 fiori. Il carattere diagnostico principale è il labello trilobato, bordato da una densa e lunga peluria bruno-rossastra. Il lobo centrale presenta una macchia lucida, glabra e metallica, di colore blu-azzurro intenso, che ha funzione vessillare (di richiamo visivo per l’insetto copulatore). I petali sono piccoli, lineari e di colore bruno-porpora, mentre i sepali sono verdastri con venature centrali brune. La biologia riproduttiva è legata all’impollinazione entomofila per pseudocopulazione: il fiore mima l’addome della femmina dell’imenottero vespiforme Dasyscolia ciliata. Il maschio, attratto sia dallo stimolo visivo dello speculum che da quello olfattivo (emissione di feromoni sessuali specie-specifici sintetizzati dalla pianta), tenta l’accoppiamento con il fiore prelevando i pollinari (che contengono il polline) e depositandoli su un altro fiore.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo la specie è distribuita in modo capillare, risultando una delle orchidee più caratteristiche del paesaggio primaverile tra febbraio e aprile. Frequenta i prati aridi, le garighe a olivastro e carrubo, e i margini delle strade che costeggiano i muretti a secco, prediligendo substrati calcarei ben esposti. È particolarmente comune nelle aree degli altipiani e lungo i versanti delle cave (es. Cava d’Ispica, Cava Grande del Cassibile, Valle dell’Irminio), dove trova le condizioni microclimatiche ideali. Segnalata con frequenza sia nella fascia costiera che nelle zone collinari interne fino a quote medie.


