Ofride esaltata

Nome comune: Ofride esaltata

Nome scientifico: Ophrys exaltata Ten. subsp. exaltata

Famiglia: Orchidaceae

Status e conservazione: La sottospecie è inclusa nella Lista Rossa della Flora Italiana con lo status di LC (Minor Preoccupazione) per quanto concerne le popolazioni nazionali globali, ma viene monitorata con particolare attenzione a causa del suo areale ristretto al Sud Italia. Come tutte le Orchidaceae, è inserita nell’Appendice II della CITES (Convenzione di Washington), che ne vieta il commercio internazionale e la raccolta di esemplari selvatici. A livello regionale, la sua sopravvivenza negli Iblei è minacciata dalla progressiva riduzione delle praterie aride dovuta all’agricoltura intensiva e dall’eccessivo carico di pascolamento, che compromette la maturazione dei semi e la presenza dell’imenottero impollinatore.

Descrizione e biologia: Pianta erbacea geofita bulbosa, alta solitamente tra i 20 e i 50 cm, con fusto slanciato ma robusto. L’infiorescenza è lassa e raggruppa da 4 a 15 fiori. I sepali sono ampi, di colore variabile dal bianco al rosato (raramente verdastri), con una marcata nervatura centrale verde; i petali sono più piccoli, oblunghi, con margini spesso ondulati e colorazioni che virano dal giallo-verdastro al rossastro. Il labello è l’elemento diagnostico principale: si presenta intero o debolmente trilobato, marcatamente convesso, di colore bruno-rossiccio scuro e ricoperto da una fitta pelosità vellutata. La macula basale, lucida e glabra, disegna solitamente una “H” o una “X” di colore grigio-bluastro. Un carattere distintivo della sottospecie nominale è l’apicolo (la piccola appendice terminale del labello) che si presenta voluminoso, verdastro e chiaramente rivolto verso l’alto. La riproduzione avviene per impollinazione entomogama mediata da un sofisticato inganno sessuale. Il fiore della Ophrys exaltata non si limita a mimare la morfologia della femmina dell’imenottero Colletes cunicularius, ma attua un preciso mimetismo chimico: produce infatti una miscela di sostanze volatili che simulano l’odore dei feromoni femminili. Il maschio, attratto dal segnale chimico e visivo, tenta la pseudocopulazione con il labello, garantendo così il prelievo o il deposito dei pollinii.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, l’Ofride esaltata trova il suo habitat d’elezione nelle garighe a timo, nelle praterie aride ad Ampelodesmos mauritanicus (tagliamani) e nei pascoli magri su substrato calcareo. È presente con popolazioni ben localizzate che fioriscono tra marzo e aprile, distribuendosi dal livello del mare fino alle zone collinari dell’altopiano. A differenza di altre orchidee più sciafile, predilige le esposizioni in piena luce, tipiche dei margini delle cave e dei declivi assolati dove la roccia affiorante garantisce il drenaggio necessario.