Nome comune: Ofride di Bertoloni ssp. explanata
Nome scientifico: Ophrys bertolonii Moretti subsp. explanata (Lojac.) Soca
Famiglia: Orchidaceae
Status e conservazione: Sottospecie diffusa sia nella Sicilia nella Basilicata. IUCN la classifica come VU (Vulnerabile) nella Lista Rossa della Flora Italiana, soprattutto a causa (oltre che dell’areale molto ristretto) di perdita e frammentazione degli habitat, intensificazione o abbandono delle pratiche agro-pastorali, calpestio e raccolta illegale. In Italia le orchidee spontanee sono tutelate dalla normativa nazionale e regionale, che ne vieta la raccolta, l’estirpazione e il danneggiamento in natura. La loro conservazione è legata soprattutto alla tutela degli habitat e, per molte specie, ai siti della rete Natura 2000 istituiti ai sensi della Direttiva Habitat.
Descrizione e biologia: Orchidea di piccola–media taglia, alta generalmente 15–30 cm, con 3–6 foglie basali ovato-lanceolate, di colore verde glauco. L’infiorescenza porta pochi fiori (di norma 2–6), ben distanziati. I sepali sono rosati o verdastri con sfumature rosate, generalmente più ampi rispetto alla sottospecie nominale; i petali laterali sono più piccoli, triangolari, spesso più scuri. Il labello è trilobato, ampio e nettamente explanato, carattere diagnostico della sottospecie, di colore bruno-rossastro con margine più chiaro; il disegno centrale (speculum) è di norma grande, irregolare, con tonalità blu-grigiastre e contorno chiaro più o meno evidente. Come nelle altre Ophrys, l’impollinazione avviene tramite inganno sessuale, senza produzione di nettare, mediante attrazione di insetti pronubi specifici; per questa sottospecie l’identità precisa dei pronubi non è sempre documentata in modo univoco. La fioritura avviene in genere tra marzo e aprile, con possibili variazioni legate all’andamento climatico stagionale.
Presenza nel territorio ibleo: Specie legata ad ambienti aperti e ben soleggiati, quali garighe, praterie aride, pascoli magri e margini di macchia, spesso su substrati calcarei o calcareo-marnosi. Nel comprensorio ibleo la sottospecie presenta una distribuzione frammentata, con popolazioni localizzate e talora numericamente ridotte, dal livello del mare fino alla media collina.


