Erica degli Iblei

Nome comune: Erica degli Iblei (dial. “Pinnintuli, Ciancianedda, Galencia“)

Nome scientifico: Erica multiflora L. subsp. hyblaea Domina & Raimondo

Famiglia: Ericaceae

Status e conservazione: La specie Erica multiflora è ampiamente distribuita e non a rischio (LC). Tuttavia, la sottospecie hyblaea rappresenta un endemismo puntiforme e limitato esclusivamente al distretto ibleo, il che le conferisce un valore fitogeografico e conservazionistico elevatissimo. Le popolazioni sono fragili e minacciate dalla frammentazione dell’habitat, dall’agricoltura intensiva e, soprattutto, dagli incendi eccessivamente ravvicinati che compromettono la capacità di rinnovamento del ceppo. È un indicatore di garighe e sciare calcaree di alta qualità ecologica.

Descrizione e biologia: L’Erica multiflora L. subsp. hyblaea è un arbusto sempreverde cespuglioso, basifilo e rupicolo, con rami flessibili e foglie aghiformi. Rispetto alla specie tipo, si distingue per caratteri morfologici specifici: foglie e corolle più brevi e antere che sporgono meno dall’apertura della corolla. La sua biologia è definita dalla tolleranza a suoli calcarei alcalini. L’antesi è rigorosamente autunno-invernale (ottobre-febbraio). Questo è il suo tratto fenologico distintivo e confermato, fondamentale per non confonderla con altre eriche arboree primaverili. Fiorire nei mesi freddi la rende una risorsa fondamentale per gli impollinatori autunnali. È una specie pirofita: dopo un incendio, è capace di rigenerarsi rapidamente dai polloni basali.

Presenza nel territorio ibleo: Questa sottospecie è un elemento iconico e strutturale del paesaggio ibleo, legato alle garighe, alle sciare e ai versanti delle cave. È diffusa nelle zone costiere e collinari, trovando rifugio stabile sulle pareti rocciose esposte. La sua presenza è fondamentale per la produzione di miele di erica siciliano, che si ottiene proprio dalla fioritura autunnale di questa pianta.

Erica degli Iblei) Erica multiflora hyblaea