Nome comune: Astro marino (dial. “Stidduzza“)
Nome scientifico: Tripolium pannonicum (Jacq.) Dobrocz., 1978
Famiglia: Asteraceae
Status e conservazione: Specie alofila ampiamente distribuita nelle saline, nelle lagune e nelle zone costiere salmastre dell’Europa meridionale e centro-orientale. A livello europeo non risulta minacciata e non presenta un rischio immediato di declino. In Italia è classificata LC (Rischio minimo) secondo IUCN Italia, con popolazioni generalmente stabili. È tutelata indirettamente tramite la protezione degli habitat costieri salmastri, molti dei quali ricadono in siti Natura 2000. In Sicilia la specie è molto localizzata e non ovunque comune, poiché strettamente dipendente dalla presenza di ambienti salmastri ben conservati. Le principali minacce sono l’alterazione delle aree umide costiere e la competizione con specie alofile più vigorose in contesti disturbati.
Descrizione e biologia: L’Astro marino è una pianta erbacea perenne o semiperennante, alta generalmente tra 20 e 60 cm, con fusti eretti e foglie carnose, lineari o spatolate, adattate alla vita in ambienti ad alta salinità. Le infiorescenze, prodotte tra la fine dell’estate e l’autunno inoltrato, sono molto caratteristicche: ligule esterne con intense sfumature azzurro-lilla e flosculi tubulari formanti un capolino centrale giallo piuttosto rilevato. L’apparato radicale è espanso e contribuisce alla tolleranza alla salinità, permettendo alla pianta di sopravvivere anche in suoli periodicamente sommersi o fortemente salmastri. L’impollinazione è entomofila e i semi, provvisti di pappo, sono diffusi dal vento e talvolta dall’acqua. È una specie pioniera, capace di colonizzare margini fangosi e zone umide instabili, purché l’ambiente rimanga relativamente indisturbato.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo Tripolium pannonicum è presente soprattutto nelle aree umide costiere del settore sud-orientale, in ambienti salmastri come bordi di saline, retro-dune umide, stagni litoranei e pantani. La specie è legata a suoli fangosi ricchi di sali e a zone soggette a parziale sommersione stagionale. Attualmente, la sua presenza è nota per il Pantano Lentini e per il Pantano Cuba, dove si accompagna a specie più comuni appartenenti ai generi Juncus, Sarcocornia e Arthrocnemum.




