Bagolaro

Nome comune: Bagolaro, Spaccasassi (dial. “Milicuccu“)

Nome scientifico: Celtis australis L., 1753

FamigliaCannabaceae

Status e conservazione: Albero mediterraneo molto diffuso, resistente e longevo.
Specie non minacciata e spesso utilizzata per rimboschimenti, alberature stradali e
consolidamento dei versanti. Le popolazioni naturali possono risentire della scomparsa dei boschi mesofili e del pascolo intensivo, ma nel complesso è una specie stabile.

Descrizione e biologia: Albero deciduo di media grandezza che può raggiungere 15–25 m di altezza, con tronco dritto, caratterizzato da possenti nervature e rami primari di notevoli dimensioni, mentre quelli secondari tendono a essere penduli. La corteccia è liscia di colore grigio chiaro. La chioma è piuttosto densa, espansa, quasi perfettamente tondeggiante. Le foglie, ruvide al tatto, sono ovali-lanceolate, dentate nella metà superiore e brevemente acuminate. Il Bagolaro fiorisce in aprile–maggio con fiori poco appariscenti; i frutti sono delle drupe che maturano in estate–autunno, diventando a maturazione nero-violacei e molto apprezzati da uccelli e piccoli mammiferi. Il legno è noto per la sua eccezionale elasticità e resistenza (da qui il nome “spaccasassi”), usato in passato per fruste, manici e attrezzi.

Presenza nel territorio ibleo: Presente nel comprensorio ibleo sia come specie spontanea (nelle vallate fresche, nei pressi di insediamenti rurali e lungo corsi d’acqua) sia come albero ornamentale nei centri urbani. Cresce bene su substrati calcarei, terreni profondi, bordi di torrenti e zone collinari ombrose, anche ad alta quota.

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Bagolaro (Celtis australis)