Tignosa panterina

Nome comune: Tignosa panterina, Tignosa bruna

Nome scientifico: Amanita pantherina (DC. : Fr.) Krombh., 1846

Famiglia: Amanitaceae

Status e conservazione: I funghi macromiceti non sono sottoposti a una valutazione sistematica all’interno delle Liste Rosse IUCN nazionali italiane; la specie risulta pertanto catalogata come Non Valutata (NE) sul portale ufficiale di IUCN Italia. A livello europeo e mediterraneo Amanita pantherina è una specie ampiamente diffusa, comune e non soggetta a particolari misure di protezione normativa. Ciononostante, nei contesti locali le popolazioni possono risentire del degrado della copertura boschiva, del compattamento del suolo dovuto al passaggio di veicoli fuoristrada, del calpestio intensivo e degli incendi boschivi che alterano la lettiera e l’humus superficiale.

Descrizione e biologia: Amanita pantherina è un fungo basidiomicete di medie o grandi dimensioni, velenoso e altamente tossico. Il cappello misura solitamente tra 5 e 12 centimetri di diametro; si presenta inizialmente emisferico, poi convesso e infine spianato, talvolta lievemente depresso al centro. La superficie è di colore bruno-olivastro , cosparsa di numerose e minute verruche di colore bianco e di consistenza membranosa, facilmente asportabili. Il margine del cappello è nettamente striato in senso radiale, un importante carattere diagnostico differenziale. Le lamelle sono fitte, libere al gambo, di colore bianco immutabile, intercalate da lamellule. Il gambo è slanciato, cilindrico, eretto, lungo 6–15 centimetri, attenuato verso l’alto e di colore bianco. La base del gambo è bulbosa, ovoidale o sub-sferica, avvolta da una volva bianca aderente e circoscritta, che forma alla sommità del bulbo uno o due anelli concentrici ben definiti. L’anello è situato nella porzione medio-bassa del gambo; è membranoso, sottile, pendulo e bianco, privo di striature sulla pagina superiore (a differenza di altre specie affini). La carne è soda, bianca e immutabile al taglio, con sapore lievemente dolce e odore rafanoide o di terra fresca. Si tratta di una specie simbiotica (micorrizica) che fruttifica dalla tarda estate a tutto l’autunno. È una specie fortemente tossica, potenzialmente velenosa mortale: provoca una sindrome panterinica (neurotossica e micoatropinica) a breve incubazione, causata dalla presenza di acido ibotenico e muscimolo.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo Amanita pantherina si rinviene comunemente nei contesti boschivi di latifoglie e nella macchia alta. Trova le sue condizioni ideali nei boschi termofili e mesofili di leccio e roverella, nonché nei rimboschimenti di conifere o nei sottoboschi misti lungo i versanti e i fondovalle calcarei delle cave. Predilige suoli ben drenati e ricchi di sostanza organica, comparendo con frequenza dopo le piogge autunnali quando le temperature del terreno si mantengono ancora elevate.

Tignosa panterina (Amanita pantherina)