Fungo dell’ulivo

Nome comune: Fungo dell’ulivo (dial.: “Funciu d’ulivu“)

Nome scientifico: Omphalotus olearius (DC.) Singer, 1947

Famiglia: Marasmiaceae

Status e conservazione: La specie non è minacciata a livello globale, essendo legata anche a specie arboree diffusamente coltivate (come l’ulivo). Non soggetta a raccolta per usi alimentari a causa della sua tossicità.

Descrizione e biologia: Fungo lignicolo molto vistoso, con cappello di colore arancio vivo, imbutiforme, con margine piuttosto regolare. Le lamelle (talvolta leggermente bioluminescenti) sono fitte, decorrenti, arancio-giallastre mentre il gambo, dello stesso colore, è spesso ricurvo. Cresce in gruppi cespitosi su radici o ceppaie di latifoglie, soprattutto querce e ulivi (da cui trae origine l’epiteto specifico). Si tratta di un fungo tossico, la cui ingestione accidentale provoca una intensa sindrome gastrointestinale con vomito e diarrea. Il carpoforo compare in autunno, più raramente a fine estate.

Presenza nel territorio ibleo: Comune nei vecchi oliveti, nei boschi di latifoglie, nelle ceppaie di querce, anche in parchi e giardini, specialmente nel versante meridionale degli Iblei. Può essere confuso con il Cantharellus cibarius, rispetto al quale mostra un odore meno intenso (e più sgradevole), lamelle molto marcate (il Finferlo è privo di vere e proprie lamelle), colorazione più satura.

Fungo dell'ulivo (Omphalotus olearius)