Boleto armeniaco

Nome comune: Boleto armeniaco

Nome scientifico: Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi, 2015

Famiglia: Boletaceae

Status e conservazione: I funghi macromiceti non sono attualmente soggetti a una classificazione sistematica all’interno delle Liste Rosse IUCN nazionali italiane; la specie risulta pertanto catalogata come Non Valutata (NE) sul portale ufficiale di IUCN Italia. A livello europeo e mediterraneo Rheubarbariboletus armeniacus è considerata un’entità relativamente frequente nei contesti boschivi termofili di latifoglie, pur mostrando una certa sensibilità alla distruzione dell’habitat e al degrado dei suoli. Le minacce principali su scala locale derivano dagli incendi boschivi, dal compattamento del suolo causato dal calpestio o dal transito di veicoli a motore off-road, dalla prolungata siccità estiva e dai tagli a raso non regolamentati, che compromettono la rete miceliare simbiotica.

Descrizione e biologia: Rheubarbariboletus armeniacus è un fungo basidiomicete di medie dimensioni, caratterizzato da un cappello che misura solitamente tra 4 e 10 centimetri di diametro. Il cappello è inizialmente emisferico, poi convesso e infine spianato; la cuticola è asciutta, finemente vellutata negli esemplari giovani, tendente a screpolarsi con il secco, con una colorazione tipica ed elegante che varia dal rosa-albicocca all’arancione, fino al bruno-rosato. L’imenoforo è composto da tubuli adnati o leggermente decorrenti, inizialmente gialli e poi giallo-olivastri a maturità, terminanti in pori ampi e angolosi, concolori ai tubuli, che virano leggermente al blu o al blu-verde se toccati o sfregati. Il gambo è cilindrico, spesso attenuato alla base o fusiforme, lungo 4–8 centimetri, di colore giallo nella porzione superiore e sfumato di rosa-arancio o bruno-rossastro verso la base, privo di un vero reticolo ma ricoperto da una fine punteggiatura. La carne è soda nei giovani esemplari, poi molle nel cappello, di colore giallo chiaro, virante lievemente al bluastro all’aria in corrispondenza del cappello e della parte alta del gambo, mentre alla base del gambo mantiene una tinta giallo-rabarbaro o ocracea immutabile. L’epiteto generico Rheubarbariboletus richiama proprio questa caratteristica colorazione giallo-rabarbaro della carne basale. Si tratta di una specie simbiotica (micorrizica) che produce sporofori tra la tarda primavera e l’autunno.

Presenza nel territorio ibleo: Nell’ambito dell’altopiano ibleo Rheubarbariboletus armeniacus trova il suo habitat d’elezione nei boschi termofili e mesofili di latifoglie, nelle macchie boscate e nei fondovalle umidi delle cave. È strettamente legato alla presenza di querce autoctone (in particolare leccio e roverella), con le quali contrae micorrize. Sviluppa i propri corpi fruttiferi su suoli calcarei ricchi di sostanza organica ed humus, prediligendo le radure ombreggiate, i margini dei sentieri boschivi e i versanti esposti a nord o riparati, dove l’umidità del suolo si mantiene idonea dopo le piogge stagionali.