Nome comune: Iperico ircino (dial. “Bicchinedda, Ruta caprina“)
Nome scientifico: Hypericum hircinum L.
Famiglia: Hypericaceae
Status e conservazione: La specie non rientra in categorie di minaccia critiche a livello globale. Ciononostante, a livello regionale e locale è fortemente vulnerabile in quanto legata in modo indissolubile alla presenza di microclimi umidi e ambienti acquatici perenni. Negli Iblei, la sua sopravvivenza è direttamente insidiata dalla progressiva riduzione delle portate idriche dei fiumi dovuta alle captazioni ad uso agricolo e civile, dai prolungati periodi di siccità estiva e dall’alterazione o dal degrado della vegetazione ripariale originaria.
Descrizione e biologia: L’Iperico ircino è una pianta arbustiva perenne dall’aspetto cespuglioso ed eretto, capace di raggiungere un’altezza compresa tra i 50 e i 150 centimetri, caratterizzata da fusti legnosi alla base e rami giovani di colore bruno-rossastro con sezione sottilmente quadrangolare. La peculiarità biologica più nota e inconfondibile della specie è il penetrante e sgradevole odore caprino emesso dalle foglie quando vengono strofinate, tratto da cui derivano sia il nome volgare sia l’epiteto specifico hircinum (dal latino hircus, caprone). Le foglie, opposte, sessili o sub-sessili, hanno forma ovato-lanceolata con margine intero e colore verde cupo; se osservate contro luce, mostrano minuscole ed abbondanti ghiandole traslucide ricche di oli essenziali. La fioritura avviene durante la stagione estiva, prolungandosi indicativamente da giugno a settembre. I fiori, raccolti in cime pauciflore terminali, sono di un giallo dorato brillante con 5 petali oblunghi; l’elemento morfologico di maggior impatto visivo è rappresentato dai lunghissimi e numerosissimi stami, saldati alla base in cinque fasci ben distinti, che sporgono sproporzionatamente ben oltre la corolla. Il frutto è una capsula coriacea a tre o cinque logge che, giunta a maturazione, si apre liberando minuscoli semi bruni la cui dispersione è affidata prevalentemente allo scorrimento delle acque (idrocoria) e al vento.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo l’Iperico caprino costituisce una presenza botanica di notevole interesse ecologico e biogeografico, rigorosamente confinata negli ambienti golenali e ripariali freschi e ombrosi. Trova le sue condizioni ideali nel fondo delle profonde gole calcaree, dove la persistenza di corsi d’acqua perenni e un’elevata umidità atmosferica mitigano l’aridità del clima mediterraneo. In questi microambienti cresce direttamente lungo le sponde, sulle pareti rocciose calcaree costantemente sgocciolanti o al riparo delle gallerie di bosco ripario dominate dal Platano orientale (Platanus orientalis) e dai Salici (Salix spp.).


