Nome comune: Elicriso ibleo, Elicriso dei Monti Iblei
Nome scientifico: Helichrysum hyblaeum Brullo
Famiglia: Asteraceae
Status e conservazione: Attualmente l’Elicriso degli iblei non risulta valutato in nessuna delle liste rosse IUCN della flora italiana. Tuttavia, trattandosi di un endemismo siciliano con areale limitato esclusivamente al distretto ibleo, la sua importanza biogeografica è massima. Le principali minacce derivano dall’espansione delle cave di estrazione calcarea, che possono distruggere fisicamente gli habitat rupicoli in cui vive, e dall’eccessiva pressione dei pascoli che può danneggiare le piante più giovani o gli ambienti di margine. Nonostante la mancata classificazione IUCN, le popolazioni sono frammentate e legate fragilmente alla conservazione delle pareti rocciose integre.
Descrizione e biologia: L’Elicriso ibleo è una pianta perenne, suffruticosa e cespugliosa, che può raggiungere i 30-50 centimetri di altezza. Presenta un fusto legnoso alla base, molto ramoso, con foglie lineari-lanceolate ricoperte da una densa peluria biancastra (tomentosità), adattamento fondamentale per riflettere i raggi solari e ridurre la traspirazione. L’infiorescenza è un corimbo denso composto da numerosi capolini con fiori tubulosi di colore giallo dorato, circondati da squame involucrali di consistenza cartacea che mantengono il colore anche dopo l’essiccazione. Sotto il profilo biologico, è una specie rupicola e xerofila, capace di colonizzare ambienti estremi dove la disponibilità idrica è minima. La fioritura avviene tra maggio e luglio, periodo in cui la pianta emana un intenso e caratteristico profumo aromatico, dovuto alla presenza di oli essenziali (sesquiterpeni e flavonoidi). La riproduzione è entomofila, favorita da una grande varietà di piccoli imenotteri e ditteri attirati dalle infiorescenze gialle che risaltano contro il bianco delle rocce calcaree.
Presenza nel territorio ibleo: È una specie tipica delle pareti rocciose verticali, delle cenge e dei ghiaioni calcarei all’interno delle maggiori cave iblee. La sua presenza è un elemento strutturale del paesaggio delle rupi calcaree, dove concorre alla formazione di comunità vegetali altamente specializzate (comunità delle pareti rocciose carbonatiche).



