Testuggine di Hermann

Nome comune: Testuggine di Hermann (dial. “Scuzzaria“)

Nome scientifico: Testudo hermanni Gmelin, 1789

Famiglia: Testudinidae

Status e conservazione: Nella Lista Rossa IUCN della fauna italiana, la Testudo hermanni è classificata come In Pericolo (EN), a causa della progressiva contrazione e frammentazione dei suoi nuclei selvatici. Il quadro di tutela internazionale e comunitario è estremamente stringente: la specie è inserita nell’Allegato II della Convenzione di Berna relativa alla conservazione della vita selvatica in Europa come specie rigorosamente protetta, negli Allegati II e IV della Direttiva CEE 92/43 Habitat e nell’Allegato A del Regolamento CE 338/97, recepimento della convenzione CITES. La normativa vigente punisce severamente il prelievo di esemplari in natura e subordina la detenzione, la riproduzione e il trasferimento degli individui in cattività all’applicazione obbligatoria di un microchip identificativo e al possesso di certificazioni ufficiali. La specie presenta un singolare paradosso demografico: a fronte di popolazioni selvatiche sempre più ridotte e minacciate dalla distruzione dell’habitat, dagli incendi boschivi e dalla meccanizzazione agricola, si registra un elevatissimo numero di individui detenuti in stato di cattività all’interno di contesti privati. La normativa vigente proibisce rigorosamente il prelievo di esemplari in natura e subordina la detenzione, la riproduzione e la movimentazione degli individui domestici all’applicazione di un microchip identificativo e al possesso di appositi certificati CITES. Il fenomeno della detenzione domestica ha generato un grave problema di conservazione legato all’inquinamento e all’impoverimento genetico. In ambiente controllato si è verificata per decenni un’ibridazione incontrollata tra la sottospecie occidentale Testudo hermanni hermanni e la sottospecie orientale Testudo hermanni boettgeri (quest’ultima proveniente da massicce introduzioni illegali dall’area balcanica), oltre all’incrocio tra ceppi geografici distanti. Il frequente rilascio illegale di individui d’origine domestica o ibrida negli ambienti naturali altera la struttura genetica delle popolazioni selvatiche residue, determinando la perdita degli adattamenti locali e la compromissione dell’identità tassonomica dei nuclei autoctoni.

Descrizione e biologia: Testudo hermanni è un rettile terrestre ectotermico con un carapace osseo convesso lungo mediamente tra i 15 e i 25 centimetri, negli adulti. Il guscio è composto da una struttura ossea profonda rivestita da astucci cornei denominati scuti, con una colorazione di fondo giallo-dorata o giallo-olivastra e marcate macchie scure pigmentate di nero. I caratteri anatomici diagnostici della sottospecie tipica comprendono lo scuto sopracaudale diviso in due porzioni, lo scuto nucale stretto e allungato, due bande nere continue lungo le suture centrali del piastrone e un tubercolo corneo appuntito posto all’estremità della coda. Il dimorfismo sessuale è accentuato: le femmine raggiungono taglie e pesi maggiori rispetto ai maschi, mentre questi ultimi presentano un piastrone visibilmente concavo per agevolare la stabilità durante la copula, un angolo delle placche anali più aperto e una coda notevolmente più robusta e allungata. La fisiologia dell’animale richiede un’accurata termoregolazione comportamentale tramite eliotermia, esponendosi al sole per raggiungere la temperatura corporea ottimale compresa tra i 28 e i 32 gradi centigradi necessaria ad attivare i processi metabolici e digestivi. L’attività è prevalentemente diurna e stagionale, estendendosi dall’inizio della primavera all’autunno. Durante l’inverno l’animale entra in un vero e proprio letargo fisiologico interrandosi sotto la lettiera vegetale o all’interno di tane sotterranee quando le temperature scendono stabilmente sotto i 10 gradi centigradi, mentre nelle estati particolarmente torride e aride può manifestare fasi di estivazione. L’alimentazione è strettamente erbivora e opportunistica, basata sull’assunzione di piante spontanee, erbe prative, leguminose, frutti caduti e succulente, integrata occasionalmente da gusci di gasteropodi per il fabbisogno di calcio. Il corteggiamento è complesso e aggressivo: il maschio insegue la femmina sbarrandole la strada, mordendole le zampe e colpendone il carapace prima di salire sul dorso ed emettere caratteristici versi vocali durante l’accoppiamento. La nidificazione avviene tra maggio e giugno; la femmina scava con le zampe posteriori una buca nel terreno soleggiato deponendovi da 2 a 7 uova dal guscio calcareo rigido. La determinazione del sesso dei nascituri è dipendente dalla temperatura di incubazione nel suolo: temperature inferiori ai 30 gradi centigradi originano una prevalenza di maschi, mentre temperature superiori ai 31,5 gradi centigradi favoriscono la nascita di femmine. La mortalità giovanile è elevata a causa della predazione da parte di mammiferi e uccelli, ma gli individui sopravvissuti possono raggiungere e superare gli 80 anni di età.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, la specie trova rifugio in habitat residuali caratterizzati da macchia mediterranea, garighe aride termofile, boschi radi e lungo i margini dei complessi sistemi di cave calcaree che solcano il tavolato. La testuggine frequenta con successo anche gli ambienti dunali e retrodunali della fascia costiera e i paesaggi agro-pastorali tradizionali, dove la fitta rete di muretti a secco e le ampie coperture di vegetazione spontanea offrono ripari sicuri e abbondanti risorse trofiche. In considerazione dell’elevato valore conservazionistico della specie, della sua vulnerabilità e del persistente rischio di prelievo illegale per il mercato clandestino, le informazioni sulla localizzazione puntuale e sulla distribuzione dei nuclei selvatici nel territorio vengono rigorosamente omesse.