Cagnetta

Nome comune: Cagnetta, Bavosa di fiume (dial.: “Vavusa di ciumi)

Nome scientifico: Salariopsis fluviatilis (Asso & del Rio, 1801)

Famiglia: Blenniidae

Status e conservazione: Categoria IUCN “DD (carente di dati)“. Purtroppo, nonostante la fragilità degli ambienti elettivi e il rischio collegato alla contrazione degli habitat di riferimento di questa specie, mancano informazioni specifiche sullo status di popolazione.

Descrizione e biologia: Pesce bentonico simile alla Salaria pavo (degli ambienti tidali costieri) ma ben specializzato in ambienti fluviali dulciacquicoli. La Cagnetta, che non supera i 12 cm di lunghezza totale, è caratterizzata da un corpo allungato, compresso lateralmente nella parte posteriore e privo di scaglie, protetto da uno strato di muco viscido. La testa è robusta, con un profilo anteriore molto inclinato e quasi verticale; gli occhi sono posti in posizione elevata e sopra di essi si trova un piccolo tentacolo sopraorbitario, generalmente semplice o poco ramificato. I maschi, in età adulta, sviluppano una cresta adiposa piuttosto vistosa. La sua dieta è carnivora, basata principalmente su larve di insetti acquatici, piccoli crostacei e molluschi che caccia tra gli anfratti del fondo. La riproduzione avviene in primavera avanzata, quando le acque raggiungono i 18°C. Il maschio sceglie e pulisce accuratamente una cavità sotto una pietra, dove attira la femmina per la deposizione delle uova (fino a 1000!). Una volta fecondate, le uova aderiscono alla volta della cavità e il maschio rimane a sorvegliarle instancabilmente, ventilandole con le pinne pettorali per garantirne l’ossigenazione e proteggendole dai predatori fino alla schiusa. Questa specie è particolarmente sensibile alla qualità dell’acqua e alla continuità fluviale; la frammentazione degli habitat e l’inquinamento chimico sono le cause principali della sua rarefazione in molti bacini idrografici.

Presenza nel territorio ibleo: La Bavosa di fiume risulta ben rappresentata nei corsi d’acqua iblei, specie se non molto profondi e a regime torrentizio. Poco visibile a causa della tendenza a rimanere al riparo di sassi nei pressi della riva. Frequenta le acque dei fiumi, con maggior predilezione per quelle più fresche e ossigenate. Appare in progressiva rarefazione a causa dell’alterazione degli habitat fluviali.