Bavosa pavone

Nome comune: Bavosa pavone (dial.: “Vavusa”)

Nome scientifico: Salaria pavo (Risso, 1810)

Famiglia: Blenniidae

Status e conservazione: Specie comune del Mediterraneo e delle coste atlantiche orientali, compresa la zona iberica e il Mar Nero. La Lista Rossa IUCN la classifica come Least Concern (LC), con popolazioni stabili. È localmente meno frequente nelle aree portuali più fortemente inquinate, ma globalmente non mostra segni di declino significativo.

Descrizione e biologia: Piccolo pesce bentonico lungo in media 10–12 cm, con corpo allungato e testa relativamente grande, dotata dei tipici cirri sopraorbitari dei blennidi. La colorazione è variabile: bruno-verdognola con marezzature chiare, mentre il maschio nella stagione riproduttiva si adorna di vistosi riflessi blu-verdognoli, da cui deriva il nome “pavone”. Gli esemplari adulti di sesso maschile sono ben riconoscibili per la presenza di una marcata gibbosità cefalica. La Bavosa pavone è una specie territoriale e stanziale che vive tra rocce, scogli e substrati duri dei primi metri d’acqua. Mostra una spiccata eurialinità che le consenti di vivere anche in acque salmastre o leggermente sovrasalate. Si nutre prevalentemente di piccoli crostacei, molluschi e alghe, che bruca raschiando le superfici. La riproduzione avviene in primavera-estate: la femmina depone le uova in anfratti o conchiglie vuote, che vengono poi sorvegliate dal maschio fino alla schiusa.

Presenza nel territorio ibleo: La specie è molto frequente lungo tutte le coste rocciose iblee, inclusi i porti e le scogliere artificiali. Molto comune anche nelle pozze di marea delle coiste basse rocciose. È facile osservarla durante snorkeling o immersioni poco profonde, spesso ferma su rocce o nascosta in piccole cavità.

Bavosa pavone (Blennius pavo)