Nome comune: Istrice, Porcospino (dial.: “Puorcuspinu”)
Nome scientifico: Hystrix cristata L., 1758
Famiglia: Hystricidae
Status e conservazione: Secondo la Lista Rossa IUCN dei Vertebrati Italiani (2022), la specie è classificata come LC (Least Concern). In Italia l’Istrice è una specie protetta dalla legge 157/92 e dalla Convenzione di Berna. Nonostante sia in espansione geografica verso il nord della penisola, in Sicilia le popolazioni locali soffrono per il bracconaggio (legato al consumo tradizionale delle carni) e per la frammentazione degli habitat. Un’ulteriore minaccia è rappresentata dagli investimenti stradali, frequenti lungo le arterie che tagliano gli altopiani iblei.
Descrizione e biologia: L’Istrice è il più grande roditore della fauna italiana ed europea. Il tratto distintivo è l’armatura di aculei, che sono peli modificati, rigidi e cavi, lunghi fino a 30 centimetri e striati di bianco e nero. Sulla nuca e sul dorso è presente una criniera di setole lunghe e flessibili che l’animale solleva quando si sente minacciato. Contrariamente a una credenza popolare errata, l’Istrice non può lanciare i suoi aculei; tuttavia, questi si staccano facilmente una volta conficcati nel muso o nelle zampe di un predatore, causando infezioni severe. Sotto il profilo biologico, è un erbivoro generalista che si nutre di radici, tuberi, bulbi, frutti caduti e cortecce. Possiede un apparato digerente adattato alla degradazione della cellulosa tramite fermentazione batterica nel cieco. È una specie monogama che vive in piccoli gruppi familiari; i partner condividono spesso la stessa tana per molti anni. La riproduzione avviene solitamente una volta l’anno, con la nascita di 1 o 2 piccoli che presentano aculei già formati ma morbidi, che si induriscono nel giro di poche ore. A differenza della maggior parte dei roditori, l’istrice adotta una strategia riproduttiva basata sulla qualità piuttosto che sulla quantità: i piccoli nascono precoci, con occhi già aperti e sensi pronti, iniziando a esplorare i tunnel materni dopo poche ore. Questo lungo apprendistato sociale, che vede i genitori impegnati in cure costanti per diversi mesi, è il pilastro su cui si fonda la complessa stabilità del gruppo familiare, garantendo un tasso di sopravvivenza molto elevato ai pochi nati di ogni cucciolata.
Presenza nel territorio ibleo: Negli Iblei, l’istrice trova un habitat ideale grazie alla combinazione di pareti rocciose e aree agricole. Predilige i versanti delle Cave, dove utilizza cavità naturali o amplia tane preesistenti di volpe e tasso scavando con le sue robuste unghie. È una presenza costante negli altipiani dominati dai muretti a secco, che utilizza come percorsi protetti durante le sue escursioni notturne alla ricerca di cibo nei seminativi o nei frutteti.


