Nome comune: Occhiocotto (dial. “Cacapalu“)
Nome scientifico: Sylvia melanocephala (Gmelin, 1789)
Famiglia: Sylviidae
Status e conservazione: Secondo la Lista Rossa IUCN Italia, la specie è classificata come LC (Least Concern). Si tratta di un uccello stanziale molto adattabile, le cui popolazioni risultano attualmente stabili o in leggero incremento grazie alla sua capacità di colonizzare anche ambienti antropizzati, come giardini urbani, parchi e aree agricole con siepi. Nel sud-est della Sicilia, la principale minaccia è rappresentata dalla distruzione della macchia mediterranea bassa per far posto a colture intensive sotto serra.
Descrizione e biologia: L’Occhiocotto è un passeriforme di piccole dimensioni caratterizzato da un dimorfismo sessuale molto evidente: il maschio adulto presenta un cappuccio nero corvino che si estende fin sotto l’occhio, in netto contrasto con la gola bianchissima e l’anello perioculare nudo di un rosso intenso, che dà il nome alla specie. Le parti superiori sono grigio cenere, mentre quelle inferiori virano al bianco-grigiastro. La femmina ha invece tonalità molto più dimesse, con il cappuccio grigio ardesia e il dorso bruno-olivastro, e l’anello perioculare rosso appare meno brillante rispetto a quello del maschio. Dal punto di vista biologico, l’Occhiocotto è una specie stanziale e territoriale che non compie lunghe migrazioni, sebbene le popolazioni locali possano essere integrate in inverno da individui provenienti da latitudini più settentrionali. La sua dieta è onnivora e varia sensibilmente con le stagioni: durante la primavera e l’estate si nutre prevalentemente di insetti, larve e piccoli invertebrati catturati nel fitto della vegetazione, mentre in autunno e inverno integra la dieta con bacche e frutti selvatici, come quelli del lentisco, dell’olivastro e del rovo. La riproduzione avviene tra marzo e giugno e il nido, a forma di coppa profonda e robusta, viene costruito a poca altezza dal suolo, ben nascosto tra i cespugli spinosi o i roveti. La femmina depone solitamente da tre a cinque uova finemente punteggiate, che entrambi i genitori covano per circa due settimane.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo l’Occhiocotto colonizza ogni ambiente che offra una copertura vegetale arbustiva, dalle dune costiere con macchia a ginepro fino alle zone culminali dell’altopiano. È particolarmente frequente nelle cave, dove abita le pendici ricoperte da euforbia arborea e olivastro, e lungo i muretti a secco bordati da rovi e fichi d’india. La sua presenza è facilmente rilevabile anche senza l’osservazione diretta grazie al tipico richiamo di allarme.






