Nome comune: Luì piccolo (dial.: “Ammuccamuschi”, “Beccaficu di cerza”)
Nome scientifico: Phylloscopus collybita (Vieillot, 1817)
Famiglia: Phylloscopidae
Status e conservazione: Specie ampiamente diffusa in Europa e nel Paleartico occidentale, comune sia come nidificante sia come svernante nelle regioni meridionali. In Italia è classificata LC (Minor Preoccupazione) secondo IUCN Italia. Non mostra, allo stato attuale, declini significativi. È protetta dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE (Allegato II) e da normative nazionali sulla tutela dell’avifauna. In Sicilia è presente soprattutto come migratore e svernante; i contingenti variano annualmente in relazione alle condizioni climatiche europee. Principali rischi locali: perdita del sottobosco, gestione forestale intensiva e riduzione degli insetti in ambienti agricoli.
Descrizione e biologia: Il Luì piccolo è un passeriforme di piccole dimensioni, dal piumaggio bruno-olivastro uniforme, più chiaro inferiormente. Presenta un sopracciglio chiaro ma poco marcato e un becco sottile, adatto a una dieta prevalentemente insettivora. Il richiamo è un semplice “huit“, mentre il canto è un caratteristico “cif-ciaf“, da cui deriva il nome comune anglosassone Common chiffchaff. È attivo, vivace, in continuo movimento tra rami e fronde, dove cattura insetti, larve e piccoli invertebrati. Durante la migrazione può mostrare comportamenti di foraggiamento più opportunistici, nutrendosi anche di bacche e frutti piccoli. Durante la nidificazione, in tarda primavera o in estate, la femmina costruisce un nido emisferico molto caratteristico, posto a livello del suolo o poco sopra, ben nascosto tra erbe alte, foglie secche o cespugli bassi. Le uova, in genere in numero di 5 o 6, sono bianche macchiettate, incubate quasi esclusivamente dalla femmina per circa due settimane. Il maschio canta attivamente per difendere il territorio riproduttivo.
Presenza nel territorio ibleo: Nel territorio ibleo, il Luì piccolo è specie sedentaria, comune nei boschi naturali e nei rimboschimenti di vecchio impianto, ma anche nei giardini, nei frutteti e nei parchi urbani. I dati più recenti indicano un generale aumento della popolazione nidificante. Durante la stagione autunnale, giungono abbondanti contingenti migratori che svernano nella fascia collinare e costiera.






