Nome comune: Chiurlo maggiore (dial.: “Turriazzu”)
Nome scientifico: Numenius arquata (Linnaeus, 1758)
Famiglia: Scolopacidae
Status e conservazione: Nella Lista Rossa IUCN degli Uccelli Nidificanti in Italia la specie è catalogata come Non Applicabile (NA) per la componente riproduttiva, non ospitando il territorio nazionale popolazioni nidificanti stabili, mentre a livello globale è classificata come Quasi Minacciata (NT). Numenius arquata è inserita nell’Allegato II della Direttiva Uccelli (2009/147/CE) ed è tutelata dalla Legge 157/92. Le principali minacce per la specie sono rappresentate dal degrado e dalla trasformazione delle zone umide costiere, dal disturbo antropico nei siti di sosta e svernamento, dal bracconaggio e dalla perdita degli habitat di nidificazione nelle aree di riproduzione nord-europee a causa dell’agricoltura intensiva.
Descrizione e biologia: Il Chiurlo maggiore è il più grande limicolo della fauna paleartica, caratterizzato da una silhouette inconfondibile, con una lunghezza del corpo compresa tra 50 e 60 centimetri, un’apertura alare che può raggiungere i 100 centimetri e un peso variante tra 500 e 1000 grammi, con le femmine nettamente più grandi dei maschi. Il piumaggio presenta una livrea mimetica bruno-nocciola con fitte picchiettature e striature scure su testa, collo, dorso e petto, mentre il ventre è più chiaro. Il tratto diagnostico primario è rappresentato dal becco, eccezionalmente lungo (fino a 19 centimetri nelle femmine), sottile e curvo verso il basso a forma di falce. In volo è ben visibile il groppone bianco puro che risalta in contrasto con le ali uniformemente scure e la coda finemente barrata. Le zampe sono lunghe e di colore grigio-plumbeo. Si tratta di una specie migratrice e svernante che nidifica nelle praterie umide, nelle torbiere e nei pascoli dell’Europa centro-settentrionale e dell’Asia. Durante il passo e la sosta invernale frequenta ambienti fangosi e salmastri, estuari, saline, lagune e piane di marea. L’alimentazione si basa su anellidi, molluschi gasteropodi e bivalvi, crostacei e piccoli pesci, stanati nel sedimento profondo grazie all’elevata sensibilità tattile della punta del becco curvato.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo Numenius arquata è presente come migratore regolare di doppio passo e svernante abituale. Gli individui e i piccoli stormi in transito o in svernamento utilizzano primariamente le zone umide della fascia costiera meridionale e siracusana. Gli esemplari si osservano frequentemente intenti ad alimentarsi nelle piane fangose affioranti o in riposo diurno lungo i margini degli specchi d’acqua salmastra.




