Nome comune: Guardaruscello meridionale (dial. “Scippaocchi“, generico)
Nome scientifico: Cordulegaster trinacriae Waterston, 1976
Famiglia:Cordulegastridae
Status e conservazione: Questo imponente odonato è un endemismo dell’Italia meridionale e della Sicilia, inserito negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat e rigorosamente protetto a livello europeo. Nella Lista Rossa IUCN dei Comitati Italiani (IUCN.it) la specie è classificata come Quasi minacciata (NT). Pur non rientrando attualmente in una categoria di imminente estinzione, le sue popolazioni sono costantemente monitorate a causa della loro forte frammentazione e della dipendenza da habitat idrici integri. Le principali minacce nel comprensorio ibleo rimangono legate alla progressiva riduzione delle portate idriche causata da captazioni legali o abusive, dall’inquinamento di origine agricola e dai lunghi periodi di siccità estiva che rischiano di compromettere la sopravvivenza delle larve nei segmenti fluviali meno profondi.
Descrizione e biologia: Si tratta di una delle libellule più grandi del continente europeo, con un’apertura alare che può sfiorare gli undici centimetri negli esemplari femmina. Il corpo presenta una livrea dal contrasto cromatico netto, con un fondo nero profondo sul quale spiccano anelli e macchie giallo-oro disposti regolarmente lungo l’addome e sul torace. Il capo è caratterizzato da due enormi occhi globosi di un vivido colore verde-azzurro che si toccano in un solo punto sulla sommità del cranio. Le ali sono ampie, interamente ialine e sorrette da una robusta e fitta trama di venature scure che conferisce stabilità a un volo potente e acrobatico. Il ciclo vitale di questo predatore si consuma per la quasi totalità nello stadio larvale, un periodo eccezionalmente lungo che può durare dai tre ai cinque anni. La larva popola i fondali sabbiosi o detritici dei torrenti limpidi a corso lento, vivendo quasi interamente sepolta nel sedimento da cui emergono soltanto gli occhi. Da questa posizione d’agguato cattura girini, piccoli crostacei e larve di altri insetti tramite l’estensione fulminea della maschera, un apparato boccale modificato e uncinato. Gli adulti sfarfallano all’inizio dell’estate, tra giugno e luglio. I maschi pattugliano instancabilmente i corridoi fluviali volando a pelo d’acqua per difendere il territorio, mentre le femmine utilizzano un lungo ovopositore per conficcare verticalmente le uova nella sabbia umida dei letti fluviali.
Presenza nel territorio ibleo: Nel territorio ibleo, il Guardaruscello meridionale trova i suoi biotopi d’elezione all’interno delle cave calcaree più profonde e boscose, dove la presenza di sorgenti perenni garantisce una portata d’acqua costante anche nei mesi estivi. È segnalato nelle sezioni idrografiche meglio conservate dei bacini dell’Anapo, del Cassibile e del medio corso dell’Irminio. La sopravvivenza delle popolazioni locali è subordinata alla conservazione dei boschi ripariali a platano orientale e salice pedicellato; le fronde di questi alberi creano infatti una galleria ombrosa continua che mantiene bassa la temperatura dell’acqua, fattore indispensabile per la corretta ossigenazione del microhabitat larvale.


