Nome comune: Fanerottera nana
Nome scientifico: Phaneroptera nana Fieber, 1853
Famiglia: Tettigoniidae
Status e conservazione: Nella Lista Rossa IUCN degli Ortotteri Europei e a livello globale, la specie è inserita nella categoria Minor Preoccupazione. Non è presente una scheda di valutazione dedicata sul portale della Lista Rossa IUCN italiana, trattandosi di un ortottero ensifero autoctono ampiamente distribuito, comune e con dinamiche demografiche stabili lungo tutta la penisola e nelle isole maggiori. Non gode di regimi di protezione specifica. Tra i fattori di disturbo a livello locale si annoverano lo sfalcio meccanico indiscriminato della vegetazione erbacea e arbustiva ai margini dei coltivi e delle strade, l’uso intensivo di prodotti fitosanitari nelle aree agricole periurbane e la distruzione della macchia bassa e delle siepi per interventi di bonifica agraria.
Descrizione e biologia: Phaneroptera nana è un ortottero ensifero di corporatura slanciata ed elegante, con una lunghezza del corpo compresa tra 12 e 18 millimetri negli adulti, a cui si aggiungono antenne filiformi eccezionalmente lunghe che possono superare di quattro volte la lunghezza del corpo. La colorazione generale è di un verde chiaro e brillante, finemente punteggiata di minute macchioline scure o rugginose distribuite sul pronoto e sulle zampe. Gli occhi composti sono piccoli, globosi e sporgenti, di tonalità giallastra o bruno-aranciata. Le ali anteriori, dette tegmine, sono strette, abbreviate e coriacee, mentre le ali posteriori membranose sono sensibilmente più lunghe e sporgono in modo cospicuo oltre l’apice delle tegmine a riposo, conferendo alla parte posteriore del corpo un profilo caratteristico. Il dimorfismo sessuale è evidente soprattutto negli apparati terminali: la femmina è dotata di un ovopositore corto, fortemente ricurvo verso l’alto a forma di falce o sciabola e finemente dentellato all’apice. A differenza di molti altri tettigonidi terricoli o geofili, la specie depone le singole uova piatte all’interno dello spessore dei parenchimi fogliari di piante erbacee o arbustive, che la femmina incide con l’ovopositore. Gli adulti compaiono a metà estate e rimangono attivi fino al tardo autunno. I maschi producono un canto nuziale stridulante emesso mediante lo sfregamento delle tegmine, composto da brevi emissioni a frequenze elevate udibili soprattutto durante le ore serali e notturne. La dieta è prevalentemente fitofaga, basata su foglie tenere, germogli e parti floreali, occasionalmente integrata con piccoli artropodi a tegumento molle o afidi.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo la specie è diffusa e frequente nella fascia fitoclimatica basale e collinare dell’altopiano. Mostra una spiccata termofilia e predilige ambienti aperti e ben esposti: radure erbose, margini di macchie e garighe, bordi di siepi campestri, incolti ricchi di cespugli e vegetazione ripariale ruderale lungo i fondovalle. Si muove con agilità arrampicandosi tra le erbe alte e il fogliame degli arbusti, sfruttando il perfetto mimetismo cromatico per sottrarsi alla vista dei predatori.


