Nome comune: Eufolidottera di Chabrier
Nome scientifico: Eupholidoptera chabrieri bimucronata (Ramme, 1927)
Famiglia: Tettigoniidae
Status e conservazione: Così come per la stragrande maggioranza degli ortotteri terrestri, non esiste attualmente una valutazione sistematica e aggiornata all’interno delle Liste Rosse IUCN Italiane, motivo per cui la specie è catalogata come Non Valutata (NE) sul sito ufficiale IUCN. A livello europeo, le popolazioni della specie tipo sono ampiamente distribuite e ritenute a minor preoccupazione (LC). Nel contesto geografico siciliano, questa specifica entità subspecifica risente in modo diretto della perdita di connettività ecologica tra i lembi forestali e della drastica riduzione della macchia mediterranea originaria, causata principalmente dagli incendi boschivi estivi e dal pascolo eccessivo che degrada lo strato arbustivo spontaneo di transizione.
Descrizione e biologia: Si tratta di un ortottero tettigonide dalle dimensioni considerevoli, con una lunghezza del corpo che negli adulti può superare i quaranta o cinquanta millimetri. La livrea presenta una tonalità dominante di un verde smeraldo acceso e brillante, interrotta da estese marcature nere lucide e bianche disposte sulla parte posteriore del capo, lungo i margini del pronoto e sui femori posteriori. Possiede antenne filiformi lunghissime, che superano ampiamente la lunghezza complessiva del corpo. Le ali anteriori (tegmine) sono notevolmente ridotte e squamiformi in entrambi i sessi, lasciando scoperto l’addome; questo carattere rende l’insetto totalmente inabile al volo ma un eccezionale saltatore grazie alle zampe posteriori lunghe e muscolose. La femmina è facilmente riconoscibile per la presenza di un imponente e robusto ovopositore a forma di sciabola, leggermente ricurvo verso l’alto, utilizzato per perforare i tessuti vegetali teneri. Manifesta abitudini prettamente diurne, sebbene l’attività canora continui anche nelle prime ore della sera durante la stagione calda. I maschi producono un frinito caratteristico, continuo e stridulo, generato dallo sfregamento delle tegmine e udibile a breve distanza tra il fitto delle fronde. È una specie onnivora con spiccate attitudini predatrici: si nutre di foglie tenere, germogli e frutti selvatici, ma cattura attivamente piccoli invertebrati, afidi e larve di altri insetti che ghermisce muovendosi tra la vegetazione arbustiva.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, l’Eufolidottera di Chabrier trova le sue stazioni d’elezione nei microclimi umidi, caldi e protetti offerti dai margini dei boschi e dalle formazioni di macchia mediterranea densa. Colonizza i cespuglieti termofili che bordano i muretti a secco dell’altopiano e i fitti roveti cresciuti nelle porzioni di transizione ecologica. È una presenza frequente e tipica lungo i versanti boscati ed esposti al sole delle cave siracusane e ragusane, dove si muove agilmente tra i rami del lentisco, dell’oleandro selvatico e dell’alaterno, sfruttando la vegetazione fitta per sfuggire alla vista dei predatori.



