Nome comune: Euchorthippus albolineatus siculus
Nome scientifico: Euchorthippus albolineatus siculus (Ramme, 1927)
Famiglia: Acrididae
Status e conservazione: La sottospecie rappresenta un importante endemismo siciliano. Nonostante non sia inclusa in categorie di minaccia specifiche delle Liste Rosse globali, la sua distribuzione è strettamente legata alla conservazione delle praterie xerofile e dei pascoli dell’entroterra. Nel territorio ibleo, le popolazioni possono subire contrazioni a causa della frammentazione degli habitat naturali, dell’agricoltura intensiva e della pratica del debbio, che distrugge le ovature depositate nel terreno e le ninfe nelle prime fasi di sviluppo.
Descrizione e biologia: Euchorthippus albolineatus siculus è un acridide dal corpo slanciato e compresso lateralmente, con una colorazione base che sfuma dal paglierino al bruno-chiaro, talvolta con riflessi verdastri. Carattere distintivo del genere è la presenza di linee longitudinali chiare che percorrono i fianchi del pronoto e le tegmine. Rispetto alla sottospecie nominale maghrebina, la forma siciliana presenta una morfologia della placca sottogenitale del maschio meno ottusa e proporzioni differenti nelle nervature alari. La biologia è tipica dei Chorthippini fitofagi legati alle Graminaceae. Gli adulti compaiono in piena estate, con un picco di attività tra agosto e ottobre. Il maschio produce un segnale acustico caratteristico per sfregamento femoro-tegminale; il canto consiste in brevi sequenze ritmiche utilizzate per il riconoscimento intraspecifico e il corteggiamento. Le uova vengono deposte in ooteche nel suolo superficiale, dove svernano fino alla primavera successiva.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, la presenza di questa sottospecie è segnalata con regolarità negli ambienti di gariga e nelle praterie aride su substrato calcareo. Predilige stazioni con vegetazione erbacea rada ma persistente, dove può mimetizzarsi efficacemente tra gli steli secchi.


