Ditisco

Nome comune: Ditisco (dial. “Biccu d’acqua“)

Nome scientifico: Cybister lateralimarginalis (De Geer, 1774)

Famiglia: Dytiscidae

Status e conservazione: La specie non risulta ancora valutata nella IUCN e non si hanno informazioni attendibili sul suo stato di conservazione. Tuttavia, in ambito nazionale e regionale, è considerata una specie di grande interesse conservazionistico e la fragilità degli habitat elettivi, cioè le acque interne, può compromettere anche sul breve termine la stabilità delle popolazioni.

Descrizione e biologia: Il Cybister lateralimarginalis si distingue per essere uno dei più grandi coleotteri acquatici europei, con un corpo idrodinamico che raggiunge i 37 mm di lunghezza. La colorazione dorsale è tipicamente verde olivastra scura, quasi nerastra, interrotta da una vistosa fascia gialla o aranciata che percorre i margini laterali del pronoto e delle elitre, conferendo all’insetto il suo nome specifico. A differenza del genere Dytiscus, il corpo del Cybister appare più appiattito e le sue zampe posteriori sono trasformate in organi natatori estremamente efficienti, con tibie corte e tarsi molto larghi dotati di fitte frange di setole. La biologia della specie è quella di un predatore d’alto rango, perfettamente adattato alla vita nelle acque ferme o a debole corrente. Sia gli adulti che le larve possiedono un regime alimentare carnivoro: le larve, in particolare, sono dotate di mandibole falciformi cave attraverso cui iniettano enzimi proteolitici nelle prede (girini, avannotti e altri invertebrati), procedendo poi a una digestione esterna. Gli adulti sono eccellenti volatori, capacità che utilizzano durante le ore notturne per spostarsi tra diversi corpi d’acqua, guidati spesso dal riflesso della luce sulle superfici liquide. La respirazione è garantita da una riserva d’aria stoccata sotto le elitre, che l’insetto rinnova periodicamente emergendo con la parte terminale dell’addome.

Presenza nel territorio ibleo: La presenza del Ditisco è ben rappresentata nel comprensorio ibleo, sia in acque lentiche (stagni, anche costieri, laghi e pozze avventizie) che in acque lotiche, caratterizzate da buon idrodinamismo (fiumi e torrenti). Capaci di tollerare livelli moderati di inquinamento delle acque, i ditiscidi non possono essere considerati buoni indicatori ecologici, sebbene la loro presenza sia spesso rivelatrice di un ecosistema ben equilibrato.