Cleopatra

Nome comune: Cleopatra

Nome scientifico: Gonepteryx cleopatra (Linnaeus, 1767)

Famiglia: Pieridae

Status e conservazione: La specie è classificata come LC (Least Concern) a livello europeo e nazionale. Nonostante l’ampia distribuzione, le popolazioni locali sono strettamente dipendenti dalla conservazione delle siepi naturali e del sottobosco termofilo. La riduzione del suo habitat elettivo, la macchia a Rhamnus, a causa di incendi o espansione agricola intensiva, rappresenta la principale minaccia per la stabilità delle colonie iblee.

Descrizione e biologia: La Gonepteryx cleopatra presenta un marcato dimorfismo sessuale, carattere fondamentale per l’identificazione sul campo. Il maschio è inconfondibile grazie alla colorazione giallo-limone delle ali, con le ali anteriori quasi interamente ricoperte da una vistosa macchia arancio-accesa, che sfuma verso i margini; la femmina, invece, esibisce una livrea bianco-verdastra pallida, molto simile a quella di Gonepteryx rhamni, da cui si distingue per la forma delle ali leggermente più arrotondata e per una sfumatura gialla più carica sulla pagina inferiore delle ali posteriori. Entrambi i sessi presentano una caratteristica forma alare “a foglia”, con apici acuti che mimano le venature vegetali quando la farfalla è a riposo con le ali chiuse. Biologicamente, la Cleopatra è una specie univoltina (una sola generazione annua) o parzialmente bivoltina in ambienti particolarmente favorevoli. Gli adulti sfarfallano in tarda primavera o all’inizio dell’estate e, dopo un periodo di attività, entrano in estivazione seguiti da un’ibernazione invernale. Sono tra le farfalle più longeve, potendo vivere fino a 10-12 mesi come adulti. Le larve sono strettamente monofaghe o oligofaghe, nutrendosi esclusivamente a spese di piante del genere Rhamnus (Ranno). La deposizione delle uova avviene singolarmente sui germogli della pianta nutrice, e il bruco, di colore verde mimetico, si sviluppa rapidamente mimetizzandosi tra le foglie. In Sicilia è presente la sottospecie nominale Gonepteryx cleopatra cleopatra. La principale difficoltà sistematica risiede nella distinzione delle femmine rispetto a Gonepteryx rhamni. Tuttavia, negli Iblei, G. rhamni è decisamente più rara e legata a contesti più freschi o montani, mentre G. cleopatra domina le fasce collinari e costiere. Un dettaglio diagnostico utile nelle femmine di cleopatra è la presenza di una linea postdiscale giallastra più evidente sulla pagina inferiore dell’ala anteriore rispetto alla “cugina” rhamni.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, la Cleopatra è ampiamente diffusa dal livello del mare fino alle zone sommitali dell’altopiano. Frequenta i margini dei boschi termofili, le cave e le siepi naturali lungo i muretti a secco, ovunque sia presente l’Alaterno (Rhamnus alaternus), sua pianta nutrice d’elezione nel sud-est siciliano. È particolarmente comune osservarla in volo durante le giornate soleggiate di febbraio e marzo, quando gli adulti svernanti riemergono per accoppiarsi, e nuovamente a giugno-luglio con lo sfarfallamento della nuova generazione.