Aurora

Nome comune: Aurora

Nome scientifico: Anthocharis cardamines (Linnaeus, 1758)

Famiglia: Pieridae

Status e conservazione: La specie è classificata come LC (Least Concern) a livello europeo e nazionale. Pur essendo ampiamente distribuita, le sue popolazioni sono localizzate e dipendenti dal mantenimento di microhabitat umidi o semi-ombrosi dove crescono le Brassicaceae nutrici. Lo sfalcio precoce delle banchine stradali e dei margini dei sentieri prima della fine del ciclo larvale (maggio-giugno) può compromettere seriamente le colonie locali.

Descrizione e biologia: L’Aurora presenta un dimorfismo sessuale estremamente marcato sulla pagina superiore delle ali. Il maschio è facilmente identificabile per la presenza di una vasta ed evidente macchia arancione brillante che copre la metà apicale delle ali anteriori, su fondo bianco candido. La femmina, priva della macchia arancione, appare interamente bianca con una macchia nera discoidale e apici neri. Il carattere diagnostico fondamentale per entrambi i sessi è però visibile sulla pagina inferiore delle ali posteriori, che presenta una caratteristica marmorizzazione verde-olivastra su fondo bianco, che garantisce un mimetismo perfetto quando la farfalla riposa sulle infiorescenze. Si tratta di una specie rigorosamente univoltina. Le larve sono oligofaghe e si nutrono dei frutti (silique) e dei fiori di varie Brassicaceae, mentre gli adulti sfarfallano precocemente, tra marzo e maggio. Negli Iblei, le piante nutrici principali includono specie dei generi Cardamine, Biscutella e Isatis. Una particolarità biologica della larva è il marcato comportamento cannibalico: se più larve si ritrovano sulla stessa pianta, tendono a eliminarsi a vicenda per assicurarsi le limitate risorse alimentari. L’impupamento avviene su steli secchi, dove la crisalide, dalla forma bizzarra che mima una spina o un frammento vegetale, trascorre l’estate, l’autunno e l’inverno.

Presenza nel territorio ibleo: Nel distretto ibleo, l’Aurora è una specie tipica degli ambienti collinari e montani, con una predilezione per i fondovalle freschi, i margini delle “cave” e i prati umidi limitrofi ai corsi d’acqua. È meno frequente nelle aree costiere aride. Le popolazioni iblee sono strettamente legate alla fenologia delle fioriture primaverili; la si osserva spesso volare con un battito d’ali rapido e irregolare lungo i sentieri semi-ombreggiati.

Aurora (Anthocharis cardamines)