Nerite meridionale

Nome comune: Nerite meridionale

Nome scientifico: Theodoxus meridionalis (Philippi, 1836)

Famiglia: Neritidae

Status e conservazione: Specie caratteristica della Sicilia sud-orientale dove vive, con distribuzione molto frammentata, in acque dolci pulite, correnti e ben ossigenate, soprattutto in sorgenti e tratti superiori di fiumi. La specie è presente anche nel nord-ovest della Tunisia e in Turchia, mentre le popolazioni della Catalogna meridionale (tuttora in studio) potrebbero appartenere ad una specie differente. La sua stretta dipendenza da habitat intatti la rende vulnerabile all’inquinamento, alla captazione delle sorgenti e alla regimazione idraulica. Non è valutata nella Lista Rossa IUCN globale, ma studi locali la considerano potenzialmente minacciata, suggerendo l’inclusione in categorie di conservazione come Vulnerable (VU) in contesti regionali.

Descrizione e biologia: Piccolo gasteropode dal guscio semisferico, alto pochi millimetri, con colorazione scura, spesso brunastra o nerastro-violacea, talvolta con sottili striature più chiare. La superficie è liscia e lucida, caratteristica tipica delle neritidi. L’apertura è ampia e semilunare, con opercolo calcareo che chiude ermeticamente l’animale nel guscio, proteggendolo dalla disidratazione e dai predatori.
Specie raschiatrice, si nutre di biofilm algale e del periphyton sulle superfici delle rocce. La riproduzione avviene tramite piccole capsule ovigere deposte sulle rocce; da queste schiudono larve che completano lo sviluppo senza fasi planctoniche, rimanendo sempre nell’ambiente di nascita. Questa strategia, se da un lato riduce la mortalità larvale, dall’altro limita enormemente la dispersione, portando alla formazione di popolazioni isolate e geneticamente differenziate.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo Theodoxus meridionalis è presente in alcuni corsi d’acqua carsici e in sorgenti di alta qualità ambientale. Lo si può trovare aderente alle rocce sommerse e ai massi lambiti dalla corrente, dove raschia la patina algale. La sua presenza è indicativa di buona qualità delle acque e costituisce un ottimo bioindicatore per il monitoraggio ecologico. Le popolazioni iblee sono particolarmente vulnerabili al disturbo diretto. Attività come l’acquatrekking, se praticate senza regolamentazione, possono causare il calpestio delle rocce, il distacco del biofilm e la distruzione delle uova, riducendo il successo riproduttivo della specie. La tutela di Theodoxus meridionalis passa anche attraverso la gestione sostenibile della fruizione dei corsi d’acqua, evitando l’eccessiva frequentazione dei tratti più sensibili.

Nerite meridionale (Theodoxus meridionalis)