Garzetta

Nome comune: Garzetta (dial. “Russieddu jancu“)

Nome scientifico: Egretta garzetta (Linnaeus, 1766)

Famiglia: Ardeidae

Status e conservazione: Secondo la Lista Rossa IUCN degli Uccelli Italiani, la specie è classificata come LC (Least Concern). È una specie protetta dalla Legge 157/92 e inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli. In passato, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ha rischiato l’estinzione a causa del commercio delle piume nuziali (le aigrettes), utilizzate per ornare i cappelli femminili. Oggi le popolazioni sono stabili e in buona salute, grazie alla protezione delle zone umide e alla messa al bando della caccia specifica.

Descrizione e biologia: Si presenta come un airone di medie dimensioni caratterizzato da un piumaggio interamente bianco e becco nero, lungo e sottile. Le zampe sono nere con dita giallo vivo. Durante la stagione riproduttiva, gli adulti presentano caratteri sessuali secondari evidenti: due sottili penne nucali e le aigrettes sul dorso, piume ornamentali dotate di lunga rachide e di barbe estremamente sfilacciate che si estendono oltre la coda. Sotto il profilo biologico, è un predatore opportunista che colonizza acque basse, dolci o salmastre. La sua tecnica di caccia è basata sul dinamismo: utilizza il piede per smuovere il substrato e indurre il movimento delle prede (piccoli pesci, crostacei e anfibi), che vengono poi catturate con rapidi colpi di becco. Spesso la Garzetta integra questa strategia con la corsa laterale in acqua bassa o aprendo parzialmente le ali per creare zone d’ombra che riducano il riflesso sulla superficie, permettendo una migliore individuazione degli organismi bentonici. È una specie gregaria che nidifica in colonie miste chiamate garzaie, dove la struttura sociale è regolata da complessi rituali di corteggiamento che prevedono l’esibizione delle penne ornamentali e il reciproco riconoscimento tramite vocalizzazioni rauche. La riproduzione prevede la deposizione di 3-5 uova di colore verde-azzurro in nidi a piattaforma costruiti con materiale vegetale su alberi, arbusti o canneti. Entrambi i genitori partecipano attivamente alla cova e all’alimentazione dei nidiacei, i quali abbandonano il nido prima ancora di aver completato lo sviluppo delle penne remiganti, muovendosi con agilità tra la vegetazione circostante grazie alle dita robuste.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, la Garzetta è una presenza costante e relativamente comune. La si ritrova tutto l’anno lungo le coste basse rocciose ma risale volentieri anche i principali corsi d’acqua iblei. Non è raro vederla anche in contesti relativamente antropizzati, come i piccoli invasi artificiali e le vasche di irrigazione sparse nell’altopiano. L’unica garzaia strutturata e monitorata nel comprensorio è situata presso il Pantano Longarini, dove la specie nidifica stabilmente in colonie miste.