Nome comune: Gambecchio (dial.: “Jadduzzieddu”)
Nome scientifico: Calidris minuta (Leisler, 1812)
Famiglia: Scolopacidae
Status e conservazione: Nella Lista Rossa IUCN degli Uccelli Nidificanti in Italia la specie è catalogata come Non Applicabile (NA), in quanto il paese non ospita popolazioni nidificanti; a livello globale figura nella categoria Minor Preoccupazione (LC). Calidris minuta è una specie tutelata dalla Legge 157/92 e inclusa nella Convenzione di Berna (Allegato II). Trattandosi di un migratore su lunghissime distanze, le minacce principali risiedono nella perdita, nel degrado e nell’inquinamento delle zone umide costiere e salmastre utilizzate come tappe fondamentali di sosta trofica, a cui si aggiungono il disturbo antropico nei siti di alimentazione e l’impatto dei cambiamenti climatici sugli habitat di nidificazione nell’Artico.
Descrizione e biologia: Calidris minuta è uno dei più piccoli limicoli della fauna paleartica, caratterizzato da una corporatura raccolta ma estremamente agile, con una lunghezza del corpo di soli 12-14 centimetri, un’apertura alare di 28-31 centimetri e un peso compreso tra 20 e 40 grammi. Nel piumaggio riproduttivo estivo presenta parti superiori vive e calde, striate di fulvo-rossastro e nero, mentre il ventre è di un bianco puro. Durante il periodo di passo e svernamento (piumaggio invernale), la livrea dorsale vira su toni grigio-cenerini con marcature scure sfumate, mantenendo la porzione ventrale bianca. I tratti diagnostici primari risiedono nelle dimensioni minime, nel becco dritto, sottile, corto e completamente nero, e nelle zampe parimenti corte e di colore nero lucido. In volo mostra una sottile banda alare chiara e le timoniere esterne della coda bianche che contrastano con il centro scuro. Si tratta di un migratore trans-continentale che nidifica nella tundra artica ed sub-artica dell’Europa settentrionale e della Siberia, per poi svernare nel bacino del Mediterraneo e nell’Africa subsahariana. Frequenta lagune salmastre, saline, piane di marea, foci dei fiumi e sponde di bacini idrici a basso fondale. L’alimentazione è carnivora e si basa su piccoli invertebrati acquatici, quali anellidi, piccoli gasteropodi, crostacei anfipodi e larve di ditteri, ricercati con un tipico andamento frenetico: l’animale corre rapidamente lungo la battigia o nel fango molle sonda il sedimento con colpi continui e veloci del becco, con un movimento che ricorda quello di una macchina da cucire.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo il gambecchio comune è un migratore regolare ed abbondante di doppio passo (in primavera da marzo a maggio, e in autunno da agosto a ottobre), oltre che uno svernante abituale lungo le fasce costiere. La specie non nidifica nel territorio. Gli individui si concentrano prevalentemente nelle zone umide della fascia meridionale ragusana e siracusana. Si osserva comunemente riunito in stormi numerosi e compatti, intenti a nutrirsi sui banchi di fango o lungo il margine dei veli d’acqua salmastra.











