Nome comune: Orchidea farfalla
Nome scientifico: Anacamptis papilionacea (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase
Famiglia: Orchidaceae
Status e conservazione: Secondo la Lista Rossa della Flora Italiana, la specie è classificata come LC (Least Concern). Tuttavia, la sua conservazione è legata al mantenimento degli ecotoni e dei pascoli semi-naturali. L’uso di pesticidi e la trasformazione dei pascoli in colture intensive rappresentano le minacce più significative. Essendo inclusa nell’Allegato B della CITES, la raccolta degli esemplari è rigorosamente vietata per proteggere le popolazioni selvatiche dal collezionismo e dal commercio illegale.
Descrizione e biologia: L’Orchidea farfalla è una pianta robusta, facilmente riconoscibile per la bellezza e la dimensione del labello. I sepali e i petali superiori formano un casco compatto di colore rosso-violaceo scuro, spesso con evidenti nervature brune. Il labello è ampio, a forma di ventaglio o di trapezio, di colore rosa-fucsia o biancastro, impreziosito da un disegno radiale di linee e punti porpora che guidano gli insetti verso il centro del fiore. La somiglianza dei fiori con piccole farfalle, unite alla vivacità dei colori, ne fa una delle specie più fotogeniche della flora iblea. Dal punto di vista biologico, la specie predilige ambienti luminosi e suoli alcalini. La fioritura si protrae da marzo a maggio. Anche in questo caso si tratta di una specie “ingannatrice” che non produce nettare. Gli insetti impollinatori, attirati dai colori vivaci, visitano il fiore e involontariamente trasportano i pollinii da una pianta all’altra. Il ciclo vitale è caratterizzato da una fase di riposo estivo sotto forma di rizotubero, che permette alla pianta di sopravvivere alle alte temperature e alla siccità estiva tipica del clima siciliano.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, Anacamptis papilionacea predilige i versanti soleggiati delle cave e gli altopiani calcarei meno disturbati. È comune trovarla in associazione con altre orchidee e con la vegetazione tipica della macchia bassa. La sua presenza è un indicatore di pascoli gestiti in modo non intensivo, dove la biodiversità floristica riesce ancora a esprimersi con vigore.





