Orchidea cornuta

Nome comune: Orchidea cornuta

Nome scientifico: Anacamptis longicornu (Poir.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase

Famiglia: Orchidaceae

Status e conservazione: Secondo la Lista Rossa della Flora Italiana, la specie è classificata come LC (Least Concern). Si tratta di un’orchidea con un areale prevalentemente mediterraneo-occidentale (Sicilia, Sardegna, Nord Africa, Baleari) dove risulta spesso abbondante. Nonostante non sia considerata a rischio immediato, la specie è protetta dalla Convenzione di CITES. Le minacce principali sono legate alla distruzione degli habitat prativi e al prelievo indiscriminato di bulbi, oltre alla frammentazione delle popolazioni dovuta all’espansione agricola e urbanistica nelle zone costiere e collinari.

Descrizione e biologia: L’Orchidea cornuta è una geofita bulbosa alta tra i 10 e i 30 centimetri. L’infiorescenza è una spiga lassa, composta da fiori che presentano una colorazione variabile dal viola intenso al porpora. Il tratto morfologico distintivo, da cui deriva il nome specifico, è lo sperone, molto lungo, robusto, rivolto verso l’alto e leggermente clavato all’estremità. Il labello è trilobato, con i lobi laterali ripiegati verso il basso e una parte centrale più chiara, quasi bianca, punteggiata di macchie porporine. I tepali esterni e interni sono riuniti a formare un casco venato di verde all’interno. La fioritura avviene tra febbraio e aprile, rendendola una delle prime orchidee a colorare i pascoli siciliani. La riproduzione è entomofila; la specie, come tutte le altre appartenenti al genere Anacamptis, usa l’inganno alimentare generalista: i fiori non producono nettare ma la pianta mima i segnali visivi e olfattivi delle piante nettarifere che fioriscono contemporaneamente nello stesso habitat. L’impollinatore visita il fiore “sperando” nel cibo, non lo trova, ma nel frattempo riceve o consegna i pollinii. La germinazione dei semi è strettamente dipendente dalla simbiosi con funghi micorrizici nel terreno, un legame vitale che rende queste piante estremamente sensibili ai cambiamenti chimico-fisici del suolo.

Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo, Anacamptis longicornu è una presenza costante e spesso massiva. Si rinviene con facilità nei prati aridi, nelle garighe a timo e nei pascoli sassosi degli altopiani, dalla pianura fino alle vette del Monte Lauro. È particolarmente frequente osservarla lungo i margini delle “trazzere” e nelle radure delle cave Iblee, dove le fioriture precoci creano suggestivi tappeti violacei che spiccano tra il bianco delle rocce calcaree.