Ghiozzo paganello

Nome comune: Ghiozzo paganello (dial.: “Mazzuni”)

Nome scientificoGobius paganellus Linnaeus, 1758

FamigliaGobiidae

Status e conservazione: Secondo la classificazione IUCN italiana, il Ghiozzo paganello ha uno status di popolazione piuttosto favorevole ed è pertanto valutato Least Concern (LC). Al momento non sembrano sussistere minacce specifiche per la specie, anche se la pesca sportiva eccessiva a non selettiva può incidere localmente sull’abbondanza delle popolazioni.

Descrizione e biologia: Ghiozzo compatto, lungo fino a circa 12 cm, ben caratterizzato da una colorazione tipicamente brunastra marmorizzata, con macchie scure e una banda chiara sulla sommità della prima pinna dorsale (più evidente nei maschi). Le pinne ventrali sono fuse, a formare una sorta di “ventosa” che gli permette di aderire sulle rocce dei bassi fondali rocciosi. Gli occhi sono grandi e prominenti e le narici mostrano caratteristiche protuberanze digitiformi. La specie frequenta abitualmente fondali sabbiosi o fangosi, ma si trova anche su bassi fondali rocciosi con ricca vegetazione ad entra anche nelle lagune salmastre, dove riesce facilmente a sopravvivere grazie alla sua capacità di tollerare ampie variazioni salinità. Si nutre di piccoli invertebrati bentonici: crostacei, larve, piccoli molluschi. Si riproduce da novembre a maggio, fissando le uova sulle rocce del fondale a profondità intorno ai 2 metri e il maschio resta di guardia fino alla schiusa completa delle uova.

Presenza nel territorio ibleo: Sebbene manchino dati specifici recenti sulla densità di popolazione della specie nei fondali iblei, Gobius paganellus è diffusamente presente negli ecosistemi tipici delle coste rocciose e delle più ampie pozze di marea.

Ghiozzo paganello (Gobius paganellus)