Ghiozzo incognito

Nome comune: Ghiozzo incognito (dial. “Mazzuni“, riferito al genere Gobius)

Nome scientifico: Gobius incognitus P. J. Miller & Elvic, 1993

Famiglia: Gobiidae

Status e conservazione: Specie descritta relativamente di recente, il Gobius incognitus è stato per lungo tempo confuso con il più noto Gobius bucchichi (da cui l’epiteto specifico). È endemico del Mediterraneo, dove si rinviene in numerosi tratti costieri, dalle coste atlantiche della Spagna fino al Mar Egeo. Non è ancora stato valutato ufficialmente dalla Lista Rossa IUCN tuttavia, trattandosi di una specie con distribuzione relativamente ampia e non soggetta a minacce dirette note, è ritenuto specie comune. Possibili fattori di rischio sono l’inquinamento costiero e la pressione antropica legata al turismo e alla portualità.

Descrizione e biologia: Piccolo pesce bentonico che generalmente non supera gli 8 cm di lunghezza, presenta corpo tozzo e compresso, con testa larga e occhi prominenti. La livrea varia dal bruno-grigiastro al giallastro con numerose macchie scure irregolari, che gli conferiscono un aspetto mimetico. Caratteristico è il disegno reticolare e puntiforme sui fianchi e sulla testa, utile per distinguerlo da specie affini. Come gli altri gobidi, possiede pinne pelviche fuse a formare un disco adesivo che gli consente di aderire al substrato. È specie territoriale e stanziale, che trascorre gran parte del tempo appoggiata al fondo o nascosta tra le alghe e le rocce. Si nutre prevalentemente di piccoli invertebrati bentonici e crostacei, catturati con rapidi scatti. La riproduzione avviene in primavera-estate: il maschio custodisce le uova deposte in cavità e anfratti, difendendole fino alla schiusa.

Presenza nel territorio ibleo: Lungo le coste iblee il ghiozzo incognito è osservabile soprattutto in acque basse, tra scogliere sommerse, praterie di Posidonia oceanica e fondali sabbiosi ricchi di rifugi. Solitamente rinvenuto nei primi dieci metri di profondità, ma più frequentemente entro i primi due metri.