Cernia bruna

Nome comune: Cernia bruna (dial. “Ciregna“)

Nome scientifico: Epinephelus marginatus (Lowe, 1834)

Famiglia: Serranidae

Status e conservazione: Nella Lista Rossa IUCN del 2017 dei Pesci Ossei Marini Italiani la specie è catalogata nella categoria In Pericolo (EN), a causa del grave declino demografico subito dalle popolazioni nazionali nel corso del ventesimo secolo. La principale minaccia per la cernia bruna è rappresentata dal sovrasfruttamento alieutico, esercitato sia dalla pesca professionale sia dalla pesca subacquea e ricreativa, a cui si aggiunge la vulnerabilità intrinseca legata alla biologia della specie. La crescita lenta, la maturità sessuale tardiva, l’ermafroditismo proterogino e la tendenza degli adulti a formare aggregazioni riproduttive stagionali rendono i nuclei locali particolarmente sensibili al prelievo. La costituzione di Aree Marine Protette ha dimostrato un’efficacia straordinaria per il recupero della specie, consentendo l’incremento delle taglie medie e la ricostituzione dei nuclei di maschi riproduttori all’interno delle zone a tutela integrale.

Descrizione e biologia: Epinephelus marginatus è un pesce osseo bentonico di grandi dimensioni, dotato di un corpo massiccio e leggermente compresso lateralmente, in grado di raggiungere una lunghezza di 140 centimetri e un peso superiore ai 50 chilogrammi, con una longevità che può superare i cinquant’anni. La testa è sproporzionata e robusta, caratterizzata da una grande bocca protrattile con mandibola prominente e diverse file di denti conici ricurvi. La livrea presenta una colorazione di fondo che varia dal bruno-rossastro al marrone-olivastro scuro, con il ventre di tonalità giallo-dorata e i fianchi ricoperti da un’irregolare punteggiatura marmorizzata di colore crema o beige che permette all’animale di mimetizzarsi perfettamente sulle pareti rocciose. Un carattere diagnostico fondamentale risiede nell’orlo bianco o crema chiaro che borda nettamente il margine esterno delle pinne dispari, in particolare la pinna caudale, dettaglio anatomico da cui deriva l’epiteto specifico marginatus. Si tratta di un predatore territoriale e solitario con elevata fedeltà al sito di insediamento, che elegge come rifugio anfratti, spaccature e grotte dotate di multiple vie di fuga. L’alimentazione è carnivora e si basa prevalentemente sulla cattura di molluschi cefalopodi, in particolare polpi, integrata da crostacei e pesci bentonici quali sparidi e labridi. La biologia riproduttiva è caratterizzata da ermafroditismo proterogino: tutti gli individui nascono femmine e raggiungono la maturità sessuale intorno ai cinque anni di età, per poi invertire il sesso e trasformarsi in maschi al raggiungimento di dimensioni maggiori, generalmente tra i nove e i quindici anni di vita e oltre gli 80 centimetri di lunghezza. La riproduzione avviene nei mesi estivi, quando gli adulti si radunano in aree specifiche per il rilascio dei gameti nella colonna d’acqua.

Presenza nel territorio ibleo: Lungo il litorale ibleo la cernia bruna rappresenta uno dei simboli più iconici del patrimonio faunistico subacqueo. La specie colonizza i fondali rocciosi, le cadute di parete e le secche che si estendono dai 10 metri fino a oltre 100 metri di profondità. Una presenza particolarmente strutturata e densa si riscontra all’interno dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, dove le misure di salvaguardia e il divieto di pesca hanno favorito il ripopolamento e la presenza costante di grandi esemplari maschi dominanti.