Nome comune: Cicogna bianca (dial. “Cicogna“)
Nome scientifico: Ciconia ciconia Linnaeus, 1758
Famiglia: Ciconiidae
Status e conservazione: La specie è classificata come LC (Least Concern – Minor Preoccupazione) nella Lista Rossa globale della IUCN, grazie all’ampio areale e al trend demografico complessivamente positivo. In Italia è inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli e protetta dalla legge 157/92. In Sicilia la specie ha ripreso a nidificare stabilmente a partire dagli anni ’90; la popolazione regionale è monitorata costantemente per prevenire l’impatto di minacce locali quali l’elettrocuzione sui tralicci e l’uso di pesticidi in agricoltura.
Descrizione e biologia: La Cicogna bianca è un uccello di grandi dimensioni, con una lunghezza corporea che varia tra i 100 e i 115 cm e un’apertura alare che può raggiungere i 200-215 cm. Il piumaggio è bianco candido su quasi tutto il corpo, con una netta interruzione data dalle penne remiganti e dalle copritrici primarie, che sono di un nero corvino con riflessi metallici. Gli adulti presentano un becco lungo e appuntito e zampe di un rosso scarlatto intenso, colorazione dovuta alla massiccia presenza di carotenoidi assunti con la dieta. I giovani si distinguono per il becco e le zampe di tonalità più scura, tendente al grigio-nerastro nei primi mesi. La comunicazione avviene prevalentemente attraverso il bill-clattering, un rapidissimo battito delle mandibole che produce un suono secco e ritmato, utilizzato per il riconoscimento del partner al nido e nelle parate territoriali, spesso accompagnato da una spettacolare flessione del collo all’indietro fino a toccare il dorso. La biologia riproduttiva è strettamente legata alla fedeltà al sito di nidificazione. Il nido è una struttura imponente, costruita con rami e fango, che con il passare degli anni e il continuo apporto di materiale può raggiungere pesi superiori ai 500 kg e un diametro di 2 metri. La dieta è quella di un predatore generalista che sfrutta la “caccia a passo lento” in ambienti aperti: si nutre di grandi ortotteri (cavallette e grilli), piccoli mammiferi (arvicole), anfibi, rettili e, negli ultimi anni, ha dimostrato una forte adattabilità nel frequentare le discariche a cielo aperto per integrare le risorse trofiche, un comportamento che sta influenzando i pattern migratori globali.
Presenza nel territorio ibleo: Nel distretto ibleo, la Cicogna bianca è osservabile principalmente durante i passi migratori (marzo-aprile e agosto-settembre), lungo le direttrici che attraversano il Canale di Sicilia. Tuttavia, la specie è ormai un nidificante consolidato in aree limitrofe e di confine (piana di Gela e aree del Calatino), con coppie che utilizzano i tralicci dell’alta tensione. Negli Iblei propriamente detti (zone umide costiere e altipiano), la presenza è regolare durante la sosta trofica, specialmente nei pressi di aree irrigue e zone umide, dove gli individui in migrazione si fermano per alimentarsi.

