Nome comune: Barbagianni (dial. “Pìula, prìula“)
Nome scientifico: Tyto alba Scopoli, 1769
Famiglia: Tytonidae
Status e conservazione: Specie con status di “Least Concern” (LC) sia a livello nazionale che mondiale, anche se localmente può essere vulnerabile a causa della perdita di habitat (legata soprattutto alla trasformazione del paesaggio agricolo) e dell’uso indiscriminato di pesticidi che interferiscono con la catena trofica della specie.
Descrizione e biologia: Rapace notturno di media taglia (altezza media fino a quasi 40 cm e apertura alare che può sfiorare il metro), ben riconoscibile per il volto a forma di cuore ben delineato e per il piumaggio chiaro che lo rende molto visibile durante i voli notturni. Vive in ambienti aperti, soprattutto campagne e periferie urbane, dove utilizza edifici agricoli e vecchie strutture abbandonate per la nidificazione. Si nutre prevalentemente di piccoli mammiferi come topi e arvicole, ma non disdegna all’occorrenza i grossi invertebrati. Di recente, è stata dimostrata le tendenza del Barbagianni ad sviluppare una dieta sempre più stenofaga, incentrata soprattutto su micromammiferi. Attivo soprattutto di notte o al crepuscolo, con voli silenziosi e lunghe attese su posatoi abituali.
Presenza nel territorio ibleo: La specie è comune e ben diffusa nel territorio ibleo, dal livello del mare fino ai massimi altitudinali del territorio. La presenza del Barbagianni è favorita dalla disponibilità di ruderi e strutture in disuso, soprattutto in ambienti rurali e periferie urbane. Segnalazioni frequenti da osservazioni dirette e da studi faunistici confermano popolazioni stabili e ben distribuite, persino con un lieve trend di crescita.


