Nome comune: Splendente culviola
Nome scientifico: Calopteryx haemorrhoidalis Vander Linden, 1825
Famiglia: Calopterygidae
Status e conservazione: Secondo la Lista Rossa IUCN Italia, la specie è classificata come LC (Least Concern). Sebbene non sia attualmente minacciata a livello nazionale, le popolazioni locali possono subire forti contrazioni a causa dell’alterazione dei letti fluviali, dell’eccessivo prelievo idrico per scopi agricoli e dell’inquinamento da pesticidi o reflui urbani.
Descrizione e biologia: Questa damigella presenta un marcato dimorfismo sessuale che la rende facilmente identificabile. Il maschio è caratterizzato da un corpo sottile di un colore violaceo o bronzeo metallico molto scuro e da ali quasi interamente opache, di tonalità nerastra con riflessi iridescenti. Il nome specifico deriva dalla colorazione rosso-carminio o rosata della parte inferiore degli ultimi segmenti addominali, visibile soprattutto durante il volo o le parate territoriali. La femmina possiede invece un corpo verde bronzeo metallico e ali trasparenti o leggermente brunastre, con una caratteristica macchia biancastra verso l’apice alare chiamata pseudopterostigma. La biologia della specie è strettamente legata alle acque correnti, ben ossigenate e con abbondante vegetazione acquatica e ripariale. I maschi sono fortemente territoriali e scacciano i rivali con voli acrobatici, esibendo la colorazione addominale per attirare le femmine. Dopo l’accoppiamento, la femmina depone le uova nei tessuti delle piante acquatiche sommerse. Le larve trascorrono il loro ciclo di sviluppo in acqua, predando altri piccoli invertebrati, e la loro presenza è un eccellente indicatore biologico della qualità ambientale del bacino idrico. Gli adulti sono predatori specializzati di piccoli insetti volanti, che catturano con agili sortite dai loro posatoi preferiti tra le canne o i rami protesi sull’acqua.
Presenza nel territorio ibleo: Nel comprensorio ibleo la Calopteryx haemorrhoidalis trova il suo habitat d’elezione nei fiumi e nei torrenti che solcano le profonde cave calcaree. La sua distribuzione è strettamente legata alla persistenza del deflusso minimo vitale di questi corsi d’acqua; pertanto, risulta assente o molto rara nei torrenti soggetti a prosciugamento estivo o in quelli fortemente degradati dall’impatto antropico.







