Nome comune: Gyrinus substriatus
Nome scientifico: Gyrinus substriatus (Stephens, 1828)
Famiglia: Gyrinidae
Status e conservazione: Il Gyrinus substriatus presenta un corpo dalla forma ovale e idrodinamica, lungo solitamente tra i cinque e i sette millimetri. La colorazione è nerastra e lucente con riflessi metallici che variano dal bluastro al bronzeo, mentre la parte ventrale e le zampe mostrano tonalità più chiare o giallastre. Una delle caratteristiche morfologiche più affascinanti di questo insetto è la struttura degli occhi, che risultano divisi orizzontalmente in due parti distinte da una sottile striscia cuticolare. Questa specializzazione permette al coleottero di vedere contemporaneamente sopra la superficie dell’acqua e al di sotto di essa, garantendo una sorveglianza costante contro i predatori aerei e quelli subacquei. Le zampe medie e posteriori sono trasformate in vere e proprie pagaie, appiattite e dotate di una frangia di setole che aumentano la spinta propulsiva durante il nuoto. Dal punto di vista biologico si tratta di un predatore gregario che vive in gruppi numerosi sulla pellicola superficiale dell’acqua. La sua strategia di caccia si basa sulla percezione delle vibrazioni prodotte da piccoli insetti caduti accidentalmente in acqua, che vengono localizzati grazie a organi sensoriali posti sulle antenne, capaci di captare le onde superficiali con estrema precisione. Nonostante la vita prevalentemente acquatica, il Gyrinus substriatus è un ottimo volatore e può spostarsi tra diversi corpi d’acqua se le condizioni ambientali diventano sfavorevoli. La riproduzione avviene in acqua, dove la femmina depone le uova sulla vegetazione sommersa. Le larve sono anch’esse acquatiche e predatrici, dotate di branchie tracheali laterali piumose che permettono loro di respirare l’ossigeno disciolto senza dover risalire in superficie.
Descrizione e biologia: L’Empusa pennata è un insetto inconfondibile per il suo caratteristico aspetto, conferitole anche dalla peculiare formazione conica che si trova sul capo, tra le antenne. Un altro elemento morfologico distintivo della specie è la presenza di espansioni laminari sui femori medi e posteriori, che contribuiscono a spezzare la sagoma dell’insetto rendendolo particolarmente criptico tra la vegetazione secca. Le antenne del maschio, ampiamente bipettinate, non sono un semplice ornamento ma un sofisticato organo chemio-recettore: esse servono a captare i feromoni emessi dalle femmine anche a grandi distanze, una necessità evolutiva data la minore densità di popolazione rispetto ad altri mantodei. Una particolarità biologica rilevante riguarda il suo ciclo vitale: è una delle poche specie di mantodei europei che sverna allo stadio di ninfa (neanide); mentre le altre mantidi muoiono con i primi freddi lasciando solo le ooteche, le ninfe di Empusa (spesso chiamate “diavoletti” per la coda ripiegata sull’addome) restano attive anche in inverno nelle giornate più miti, mimetizzandosi perfettamente tra gli steli di graminacee secche. Un altro aspetto d’interesse è l’assenza quasi totale di cannibalismo post-copulatorio, molto più frequente nella Mantide religiosa. Questo è probabilmente dovuto alla necessità di preservare i maschi in habitat xerofili dove gli incontri tra i sessi sono meno frequenti. La deposizione delle ooteche avviene su supporti rigidi come pietre o steli secchi; queste sono di dimensioni ridotte, di forma allungata e prive della consistenza spugnosa tipica di altri generi, apparendo quasi come piccole escrescenze naturali del supporto.
Presenza nel territorio ibleo: Nel territorio ibleo il Gyrinus substriatus è ampiamente diffuso e colonizza una grande varietà di ambienti acquatici, prediligendo le acque lentiche o a debole corrente. È una presenza costante nelle acque dei fiumi siracusani e ragusani, nonché nelle pozze persistenti dei torrenti stagionali. La specie mostra una notevole tolleranza ambientale, riuscendo a popolare anche le gebbie e gli abbeveratoi rurali, purché l’acqua mantenga un certo grado di ossigenazione.


